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Mozione presentata in SENATO nella Seduta del 14/03/2007 Stampa E-mail
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La Mozione presentata in SENATO nella Seduta del 14/03/2007 primo firmatario il Senatore Sardo Antonello Cabras, e firmata anche dai Senatori: SERAFINI, BASSOLI, ROSSA, MONGIELLO, MERCATALI, GALARDI, SCARPETTI

  • Per la chiusura nel più breve tempo possibile del nuovo accordo intergovernativo italo-bielorusso che consenta la piena conservazione dello spirito originario dei progetti di accoglienza italiani, con particolare riferimento alla piena tutela dei rapporti affettivi già instaurati, alla centralità dell'accoglienza in famiglia, nel pieno rispetto delle regole da parte di tutti i soggetti coinvolti e il pronto sanzionamento dei comportamenti illegali, così da dare assolute certezze sulla ripresa immediata dei programmi di accoglienza;
  • per affrontare la questione delle 600 adozioni coinvolte nel blocco deciso dalle autorità bielorusse nel 2004, all'interno di un dialogo complessivo con le autorità di quel Paese, nell'ambito di una fattiva collaborazione nel campo delle politiche sociali e della famiglia, così da affiancare il doveroso sblocco delle adozioni, da troppo tempo in attesa, ad un effettivo sostegno in loco di quei bambini non interessati ai processi di adozione pregressi così da favorire il loro inserimento familiare in patria; 
  • per l'inserimento della Bielorussia, tenuto conto degli intensi rapporti umani instauratisi, all'interno dei programmi della cooperazione italiana allo sviluppo;
  • per favorire l'incremento dei rapporti economici fra l'Italia e la Bielorussia, essendo consapevoli del fatto che lo sviluppo dell'economia è premessa indispensabile per un miglioramento delle condizioni sociali di un Paese, con particolare riferimento alle categorie più deboli della popolazione, dando in questo modo maggiore efficacia all'attività del volontariato italiano.

SENATO DELLA REPUBBLICA

------ XV LEGISLATURA ------

123a SEDUTA PUBBLICA

 

RESOCONTO

SOMMARIO E STENOGRAFICO

 

MERCOLEDÌ 14 MARZO 2007

(Antimeridiana) 

 

Mozioni

CABRAS, SERAFINI, BASSOLI, ROSSA, MONGIELLO, MERCATALI, GALARDI, SCARPETTI

 

Il Senato,

premesso che:

all'indomani dell'incidente di Chernobyl si è avviata un'iniziativa di solidarietà internazionale che ha consentito di attenuare, e non poco, gli effetti della contaminazione da isotopi in molte decine di migliaia di bambini; in particolare l'Italia è stata protagonista del più grande movimento di accoglienza temporanea realizzato a livello internazionale, con oltre 27.000 accoglienze annuali di bambini bielorussi, con un totale complessivo in questi anni del post-Chemobyl di oltre 500.000 accoglienze. Si tratta di un movimento internazionale che vede il nostro Paese leader; infatti dai dati ufficiali forniti dal Dipartimento Attività Umanitarie della Presidenza della Repubblica Bielorussa, nei primi 9 mesi del 2006 dei 42.753 bambini accolti temporaneamente all'estero nell'ambito di programmi umanitari ben 19.537 pari 45,7% sono stati ospitati in Italia; un movimento nato dal basso, in autofinanziamento, che vede protagoniste decine di migliaia di famiglie italiane e centinaia di associazioni, un vero e proprio movimento popolare che tocca l'Italia intera e tutti i ceti sociali; la particolarità del fenomeno dell'accoglienza italiana non è consistita solo nella quantità, ma ancor di più nella modalità che ha visto al suo centro l'ospitalità nella famiglia e non all'interno di strutture, consentendo un salto di qualità ulteriore: non semplice prevenzione sanitaria, certamente importante, ma vero e proprio scambio culturale, ponte di amicizia tra due Paesi lontani, nel miglior spirito di collaborazione tra i popoli, nel pieno rispetto della storia e della cultura del popolo bielorusso;nell'ambito dei programmi di ospitalità temporanea, è indispensabile sottolineare l'importanza del rapporto personale che si stabilisce tra il bambino e la famiglia che lo accoglie, un rapporto di amicizia, di affetto e di reciproca fiducia che, l'esperienza insegna, si stabilisce nel corso del tempo, anche in considerazione delle difficoltà linguistiche e culturali che caratterizzano le prime fasi del rapporto, che sarebbero amplificate da un meccanismo spersonalizzato che considerasse i bambini burocraticamente come "soggetti sanitari";i progetti di accoglienza italiani hanno saputo coinvolgere orfani istituzionalizzati e bambini con propria famiglia, in una logica slegata da passaggi automatici all'adozione. Prova ne sia che oggi sono solo circa 600 le richieste di adozione in attesa a fronte di 30.000 accoglienze. Un dato limitato, che diventa ancor meno eclatante se si considera che il numero di 600 adozioni in attesa è frutto di un blocco semitotale a partire dall'ottobre 2004 (solo 37 le adozioni espletate nel periodo intercorso);va tenuto conto che l'irrigidimento delle politiche di adozione internazionale riguarda tutto l'est Europeo, compresi Paesi oggi membri dell'Unione europea come Romania e Bulgaria, e non fa eccezione la Bielorussia. Occorre che l'Italia sappia interagire con queste politiche, dimostrando il massimo rispetto, le aperture più ampie, all'interno di una politica di cooperazione complessiva in cui l'adozione sia un aspetto di un rapporto più ampio, avendo l'obbiettivo di trovare una soluzione per le 600 famiglie e bambini che hanno stabilito un rapporto che attende il definitivo ricongiungimento;il forte significato umanitario dell'azione delle associazioni e delle famiglie, che vanno considerate un movimento unitario, è rafforzato dall'attività umanitaria in loco, promossa, anche in questo caso, con iniziative dal basso che, partite in una logica emergenziale, oggi si caratterizzano, in molti casi, come veri e propri progetti di cooperazione allo sviluppo della migliore tradizione, anche grazie alla lungimiranza di tante realtà istituzionali locali, come il piccolo ma significativo esempio del ruolo attivo della Regione Sardegna con i programmi sulla formazione professionale in loco sostenuti dalla legge regionale 19/1996;il trattenimento illegale di una bambina bielorussa avvenuto l'estate 2006 ha avuto conseguenze enormi sui bambini e sulle famiglie, sino a causare il blocco totale delle accoglienze lo scorso Natale 2006. Si tratta di uno stop da superare senza tentennamenti, salvaguardando lo spirito originario dei progetti, incentrati sulle centralità delle associazioni e delle famiglie aderenti;si rende indispensabile un accordo diretto italo-bielorusso che sappia dare un quadro normativo chiaro, capace di costruire una serie di regole e garanzie condivise a tutela dei bambini, delle famiglie, delle associazioni, dei tutori bielorussi,

 

impegna il Governo:

a chiudere nel più breve tempo possibile il nuovo accordo intergovernativo italo-bielorusso che, stabilendo una serie di regole e garanzie condivise a tutela dei bambini, delle famiglie, delle associazioni, dei tutori bielorussi, consenta la piena conservazione dello spirito originario dei progetti di accoglienza italiani, con particolare riferimento alla piena tutela dei rapporti affettivi già instaurati, alla centralità dell'accoglienza in famiglia, pur nel rispetto di chi prevede forme di accoglienza diversificate, un serio percorso di preparazione per le famiglie aderenti, il pieno rispetto delle regole da parte di tutti i soggetti coinvolti e il pronto sanzionamento dei comportamenti illegali, così da dare assolute certezze sulla ripresa immediata dei programmi di accoglienza;ad affrontare la questione delle 600 adozioni coinvolte nel blocco deciso dalle autorità bielorusse nel 2004, all'interno di un dialogo complessivo con le autorità di quel Paese, nell'ambito di una fattiva collaborazione nel campo delle politiche sociali e della famiglia, così da affiancare il doveroso sblocco delle adozioni, da troppo tempo in attesa, ad un effettivo sostegno in loco di quei bambini non interessati ai processi di adozione pregressi così da favorire il loro inserimento familiare in patria;ad inserire la Bielorussia, tenuto conto degli intensi rapporti umani instauratisi, all'interno dei programmi della cooperazione italiana allo sviluppo, avendo cura di sostenere e valorizzare ulteriormente quanto già realizzato di buono dal volontariato e dagli enti locali italiani in quel Paese, che può costituire la base indispensabile di conoscenza di quella realtà, sulla quale costruire gli ulteriori interventi;a favorire l'incremento dei rapporti economici fra l'Italia e la Bielorussia, essendo consapevoli del fatto che lo sviluppo dell'economia è premessa indispensabile per un miglioramento delle condizioni sociali di un Paese, con particolare riferimento alle categorie più deboli della popolazione, dando in questo modo maggiore efficacia all'attività del volontariato italiano.

 

 

Segnalata dagli amici del sito www.sardegnabelarus.it e tratta da www.senato.it.





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