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Risposta AVIB alla lettera di Fabrizio Pacifici Stampa E-mail
Scritto da Antonio Bianchi   
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Avrei voluto non essere obbligato ad intervenire in un momento così difficile e grave per il movimento dell’Accoglienza, non volevo appesantire la situazione, ma non posso fare diversamente, altrimenti nel web, fra le Associazioni, fra le famiglie non si riesce a capire cosa succede ed a loro devo il massimo rispetto. Non volevo intervenire perché in questo momento tutti gli sforzi del movimento dovrebbero tendere ad un solo obbiettivo: far sì che venga firmato il Protocollo fra l’Italia e la Belarus in materia di Accoglienza, affinché i nostri piccoli amici tornino al più presto a sorriderci e a farci sorridere.

Dovremmo trovare compattezza e far fronte contro chi vuole chiudere l’Accoglienza per sempre, o discriminarla, non possiamo, non dobbiamo sottovalutare “la Mozione Ferrante” né tanto meno la richiesta degli Enti Accreditati per l’Adozione ed appoggiata e riformulata anche da un importante funzionario di un Ministero chiave, proposte che prevedono che ai minori proveniente dagli Internat sia preclusa la possibilità di aderire ai Progetti di Risanamento e Solidarietà. Ed ecco che in questa situazione, il 20 febbraio dal Presidente di “Aiutiamoli a Vivere”, arriva provocatoria una proposta, appoggiata a detta del proponente da molte Associazioni, ma nessun è a conoscenza di quali siano, né quando si sia svolto un dibattito aperto, franco e trasparente fra le Associazioni stesse. Una proposta, a detto del firmatario, che non è stata capita ed interpretata nel modo corretto, ma che il Consiglio di Presidenza della Federazione riunito a Roma prima di uno dei tanti incontri con il Ministro Ferrero aveva già bocciato proponendo altresì un Tavolo Tecnico-Paritetico in supporto al Comitato Minori Stranieri, un tavolo rappresentativo non solo della realtà bielorussa ma anche delle altre Nazioni da cui provengono altre migliaia di minori accolti in Italia. Anche allora non siamo intervenuti nel dibattito che ha sconcertato molte persone: cosa succede? Quali lotte di potere ci sono sotto? Decine di mail di questo tono sono state inviate a me e ad altri componenti del Consiglio di Presidenza. Un’Associazione in un suo comunicato ai Soci ha testualmente scritto: “Al momento abbiamo un unico imperativo: SOPRAVVIVERE. E’ IL MOMENTO SUCCESSIVO QUELLO DELLE VERIFICHE, DEL CONFRONTO E DELLE PROPOSTE.” Non avrei detto ma anni di discussione, anche accese, mi hanno messo in perfetta sintonia di valutazione con questo Presidente.  Se l’istituzione del “Forum” come ci è stato detto è il pensiero del Ministro Ferrero vorremmo che fosse Lui ad informarci ed a Lui vogliamo rispondere. Premesso questo devo entrare nel merito della lettera che Pacifici come Presidente della Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” ha inviato a me ed a tutte le Associazioni. Anzitutto non voglio che questo mio intervento venga interpretato come una difesa di Niccoli, che alla riunione di Roma si è presentato sia come rappresentante della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia sia come Vicepresidente dell’AVIB, è in grado di rispondere personalmente, ma non mi è parso di aver colto nell’intervento alcun attacco od accuse alla Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” ma solo la constatazione di una situazione oggettiva, vale a dire che il Presidente Pro Tempore della Fondazione è per effetto del D.P.C.M. istitutivo del Comitato Minori Stranieri rappresentante delle Associazioni, senza che queste possano esprimere parere sul gradimento o sulla soddisfazione dell’operato di chi le rappresenta, non vogliamo assolutamente esprimere pareri sulla persona, a cui riconosco capacità, professionalità e competenza, ma il metodo non è assolutamente democratico. La Federazione ha più volte dato per iscritto il proprio appoggio a Pacifici all’interno del C.M.S., quando questi sentiva la propria posizione non sufficientemente forte all’interno dello stesso. Ma ormai da mesi le posizioni si distanziavano sempre di più sia nella forma che nei contenuti. Ad esempio sulla vicenda di Cogoleto, dove se qualche membro della Direzione Nazionale dell’AVIB ha avuto ruoli di responsabilità dovrà risponderne, si è creata la prima manifesta frattura, mentre la Federazione condannava senza demonizzare il comportamento della famiglia dall’altra parte si chiedeva comprensione ed anzi veniva pubblicamente condannata la decisione unanime dei presenti al Consiglio di Presidenza dell’AVIB tenutosi a Genova, di valutare tramite un Legale la possibilità di potersi costituire parte civile in caso di processo; ancora oggi ribadisco che nessuna ragione del cuore può giustificare l’egoismo puro e l’illegalità. Su questo non siamo mai riusciti a confrontarci come su altre proposte fatte dal Rappresentante delle Associazioni, vedi fra l’altro l’inquietante bozza di nuove linee guida che era apparsa a settembre e per fortuna magicamente sparita in quanto aberrante per l’intero movimento e rappresentativa solo dell’agire di poche singole Associazioni. La Federazione è nata per rappresentare se non tutte le Associazioni almeno quelle che ad esse aderiscono, è nata per dar voce anche alle piccole Associazioni che spesso di fronte ai Poteri Forti si sentono intimorite e non in grado di intervenire; sicuramente in questi tre anni molti obbiettivi non sono stati colti, ma la responsabilità non è di chi ha lavorato ma di chi non c’è stato, di chi non ha lavorato, come a qualcuno piace ricordare “di chi non ha fatto squadra” ma ha voluto giocare da solista nascondendo la palla. La proposta del Forum non è stata compresa e condivisa perché formulata nel posto e nel modo sbagliato, questo ho sostenuto nel Convegno di Padova, questo è stato ribadito a Roma il 3 marzo da Niccoli, che ha ripreso lo spirito di rappresentanza e tutela delle piccole Associazioni, ribadisco principio ispiratore dell’AVIB, Associazioni, che a nostro avviso, nel Forum e nella costituzione di un Albo delle Associazioni così come formulate sarebbero penalizzate e discriminate;  voglio altresì ricordare che l’AVIB ha già da tempo ipotizzato la creazione di una Albo delle Associazioni tramite l’accreditamento presso le Questure di riferimento. Quello che non è stato accettato è lo scorretto modo di agire, non da parte di Pacifici, ma da parte di chi sta utilizzando, in questa caotica situazione, espedienti da comare della politica,  che cerca di frantumare e non unire, di chi uscendo dal limbo, novello Jago, sussurra falsità alle orecchie. Citando ancora testualmente l’Associazione di prima: “La coppia di Cogoleto ha lanciato una palla di neve che qualcun altro ha tramutato in valanga. Oggi ci sentiamo in molti sotto questa coltre di neve, ad aspettare che qualcuno venga ad estrarci ed a rifocillarci con un brodino caldo.” Sempre disponibile e pronto al confronto, uno dei maggiori difetti che mi vengono attribuiti come Presidente è di essere anche troppo disponibile al dialogo, senza alcuna preclusione e supponenza, in nome della democrazia-partecipata, nei luoghi e con i tempi dovuti.

 

 

 

Antonio Bianchi - Presidente Federazione AVIB





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