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Resoconto riunione del 03/03/2007 con il Ministro Paolo Ferrero Stampa E-mail
Scritto da Fabrizio Pacifici   
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“La coerenza, la trasparenza e l’impegno sono gli elementi unificanti del lavoro profuso per i bambini bielorussi”.

 

Si è svolto Sabato 3 Marzo 2007 dalle ore 15 in Largo Filippini 20 a Roma la riunione con il Ministro Ferrero ed alla presenza della sottosegretaria De Luca e di rappresentanti dei Ministeri della Famiglia, degli Esteri e del Presidente del Comitato Minori, con tutte le Associazioni di volontariato per fornire un quadro aggiornato della situazione sul tema dei programmi solidaristici a favore dei minori bielorussi e per valutare i suoi possibili sviluppi. Il Ministro Ferrero (al quale va tutto il nostro apprezzamento per la dedizione e per le capacità di ascolto) ha illustrato l’ipotesi di protocollo che sarà alla base della trattativa che verrà svolta tra la Commissione Interministeriale italiana e le Autorità governative bielorusse nei prossimi giorni quando verrà programmato il viaggio e la data di inizio delle trattative.

Nel protocollo le proposte caratterizzanti l’ospitalità futura sono essenzialmente quelle richieste dal variegato mondo dell’Associazionismo ospitante i bambini bielorussi:

  • la responsabilizzazione dell’associazione proponente il progetto che dovrà offrire le necessarie garanzie sia del programma di ospitalità sia della conoscenza delle famiglie nonché sul ritorno in Belarus del bambino ospitato;
  • lo status giuridico del bambino bielorusso non sarà più definibile in “Stato di abbandono” in territorio italiano ma sotto tutela dell’Ambasciata di Belarus per tutta la durata del soggiorno;
  • l’adeguata informazione e formazione delle famiglie italiane ospitanti i bambini bielorussi a cura delle Associazioni proponenti.

Fin quando le proposte ed i propositi del nostro Ministro sono state discusse nei vari interventi dei Responsabili delle Associazioni tutto è stato, tranne qualche piccola voce fuori dal coro, all’insegna dell’approfondimento con spirito propositivo. L’intervento del Vice-Presidente dell’AVIB ha prodotto squilibri e contribuito, se ce ne fosse bisogno, a riportare il movimento associativo dell’accoglienza agli albori della discussione. Accusando la Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” di avere da sempre un rappresentante nel Comitato Minori ed ancor peggio legando il Suo intervento alla personalizzazione delle accuse senza che ve ne fossero i presupposti per il lavoro fin qui svolto sempre e comunque nella coerenza, trasparenza e sostegno al movimento associativo contribuiva a raggelare il contesto della discussione portandola su un piano di strumentalizzazione politica totalmente assente tra chi, come le persone presenti, aveva a cuore e voleva sapere quando si poteva ricominciare ad ospitare i bambini bielorussi senza “SE” e senza “MA”. L’attacco inusitato per violenza verbale, tono della voce e comportamenti maleducati era a detta dell’oratore derivante soltanto dalle proposte di costituzione del “FORUM” per la Bielorussia proposto, in modo assolutamente trasparente nei diversi siti presenti in internet ed all’attenzione dei vari Ministeri nei giorni scorsi e dallo scrivente. La mia proposta è stata tacciata e additata come possibile azzeramento dell’esperienza dall’AVIB no comprendendone né le finalità né i reali contenuti. Nella mia proposta tento di analizzare i pro ed i contro dell’attuale politica del Ministro Ferrero che dal momento della grave crisi di rapporti istituzionali con la Repubblica di Belarus a seguito dei ben noti fatti di Cogoleto ha ritenuto opportuno e doveroso incontrarsi con il movimento di accoglienza dei bambini per stabilire di volta in volta il percorso da individuare per ripristinare i meccanismi dell’esperienza solidaristica che vede coinvolte oltre 30.000 famiglie italiane e 350 Associazioni italiane. Si confrontano quindi due modelli, quello della “democrazia-partecipata” con quello della “democrazia-delegata”. Nella “democrazia-delegata” il ruolo dell’AVIB e di tutti gli organismi di rappresentanza sono determinati nelle fasi di confronto e nelle trattative di ogni ordine  e tipo che si sarebbero dovute espletare sia nei confronti della Repubblica di Belarus sia nella ridefinizione delle linee giuda dell’accoglienza. Nella “democrazia-partecipata”, fin qui scelta dal Ministro Ferrero, il “FORUM” delle Associazioni accreditate potrebbero costituire un modello che, con appositi strumenti e regolamenti, farebbero superare l’attuale stato di emergenza e spontaneismo degli incontri e sul come sono prese le decisioni con un organismo costituito e modulato sull’esigenza del movimento di accoglienza dei bambini bielorussi. Il pensare che un modello possa far venir meno un altro, è assolutamente sbagliato perché entrambi possono coesistere ma naturalmente con caratteristiche e principi ispiratori completamente diversi. Nessuno, e lo dice chi ne è stato un socio-fondatore, vuol superare “l’intuizione” dell’AVIB anzi, in modo assolutamente trasparente e diretto, vuol discutere con tutti se la consapevolezza di quanto sta accadendo è patrimonio dell’intero movimento o soltanto di qualcuno che aspetta di cavalcare gli eventi per concretizzare le proprie aspettative totalmente estranee all’esperienza dell’accoglienza. Per quanto riguarda la Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” che ha dato e continua a dare il proprio contributo sia nella Costituzione del Comitato Minori sia nel porsi a disposizione dell’intero movimento associativo “ascoltandolo”, “aiutandolo” e non ponendosi come “ostacolo” o ancor peggio, dal ruolo occupato, facendo “regole” che appartengono alla sua identità all’intero movimento. Si fa riferimento sui tempi di accoglienza (30 giorni l’anno rispetto alle richieste di 60/90 persino 150 giorni in deroga alle norme vigenti per motivi di studio e sanitari), si fa riferimento al tipo di accoglienza ed alle modalità del progetto proposto spesso e volentieri difforme nel concreto da quello proposto. Mai e poi mai il comportamento dello scrivente è stato “accusatorio” ma sempre conscio delle difficoltà dei proponenti agendo sul “buon senso” e sulla capacità di “ascolto” dei membri del Comitato che si sono sempre resi disponibili al dialogo, si sono pensi ai ben  noti fatti di Cogoleto con le Associazioni coinvolte, a fatti che spesso hanno coinvolto membri della direzione nazionale dell’AVIB ma che mai sono stati dati in pasto ad una comunicazione superficiale e strumentalizzabile durante tutto il periodo della crisi istituzionale con la Repubblica di Belaurs. Questo comportamento di correttezza istituzionale non può essere presa come “connivenza”, né tanto meno come pratica “nepotistica” che si trasmette da Presidente a Presidente senza nessuna rappresentanza al Comitato Minori. Credo sia necessario aprire un confronto serio pacato e rispettoso per reciproci ruoli  senza personalismi e criminalizzazioni ma semplicemente capaci di restituire un ruolo al movimento che in questi mesi è stato fortemente penalizzato ed additato a mero strumento commerciale o di servizio e non reale rispetto ad esigenze ed emergenze umanitarie con caratteristiche formative e di cooperazione internazionale sviluppatesi fortemente in questi vent’anni.  Per cui l’appello che mi sento di fare è di lasciare lavorare la Commissione Interministeriale per addivenire ad un accordo che faccia riprendere le accoglienze e contemporaneamente si svolgano approfondite tematiche con l’intero movimento associativo e fare proposte proprie per la definizione delle nuove linee guida , naturalmente con “coerenza, trasparenza ed impegno” perché questi sono gli elementi importanti del nostro lavoro a favore dei bambini bielorussi.

 

 Dott. Pacifici Fabrizio

Presidente Fondazione “Aiutiamoli a Vivere”





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