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A tutte le età sarà possibile studiare in Bielorussia Stampa E-mail
Scritto da Raffaele Iosa - Presidente AVIB   
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E’ prevista per il 22 dicembre prossimo la visita a Roma del ministro degli Esteri Martinov  per firmare il tanto sospirato “accordo culturale-quadro” tra Belarus e Italia, entro cui sono poste le condizioni, finalmente concrete, per regolarizzare i permessi studio sia dei minorenni che dei maggiorenni, nonché gli scambi culturali, scolastici ed accademici e la reciprocità dei titoli di studio. Termina così una fase interlocutoria che aveva avuto giusto un anno fa uno stop a causa della mancata firma da parte italiana dell’accordo-quadro  culturale e, purtroppo, proposte iniziali di permessi-studio per minorenni confuse. L’intenso lavoro dei tecnici del MAE, del MIUR e dei corrispondenti ministeriali bielorussi, ha portato ora ad una bozza di accordo molto interessante, che apre prospettive a tutto campo nei rapporti tra le culture, le scuole e gli studenti dei due paesi. 

E, dentro a questo, positive le decisioni sulla regolamentazione dei permessi studio. Ma c’è molto di più in corso tra Belarus e Italia in fatto di studi. Chi segue la nostra rubrica “News dalla Belarus” (a destra nell’home page www.avib.it) sa già qualcosa di una serie di interventi, decisioni europee, progetti, che stanno riconciliando il sistema degli studi complessivo della Belarus con tutti gli altri paesi europei. Si apre quindi una stagione di nuovi rapporti educativi fra i due paesi, che va vista nel suo insieme e che avrà grande interesse nel volontariato italiano e possibilità di partecipare a processi del tutto nuovi e utili ai giovani sia bielorussi che italiani.

 

Studiare tra i due paesi sempre più facile sempre più conveniente

Gli accordi in arrivo fanno il seguito ad un  complesso di azioni nuove tra la Belarus e l’Europa in fatto di scuola. Gli effetti nei ragazzi bielorussi sono molti e interessanti. Gli effetti tra i due popoli altrettanto: è davvero in definitiva liquidazione quel “muro” anche culturale che aveva diviso est e ovest Europa. Ma questa volta, per i ragazzi bielorussi,  senza nessun equivoco: la scuola, l’università e lo studio come “opportunità” di una vita migliore e non come una fuga espatriante imbrogliando sui visti. Ciò significa che, oltre la dimensione affettiva ed umana, la famiglia italiana che voglia ospitare un ragazzo bielorusso per studiare, deve capire bene tutte le opportunità date dalle leggi e dagli accordi, ma deve soprattutto riflettere con il ragazzo sul suo  sviluppo,  le sue attese, le sue potenzialità, le sue eventuali difficoltà. Rinvio alla nostra “Breve guida ai permessi studio” già pubblicata per iniziare a capire meglio i problemi. Si tratta di una scelta dove deve contare la razionalità e il buon senso, per non rovinare un ragazzo o disilluderlo. Non c’è cosa peggiore che venire in Italia per “fingere” di studiare. Ricordo che il sistema scolastico bielorusso è buono e che il primo vantaggio dei ragazzi bielorussi è l’obiettiva conoscenza della lingua italiana (certamente quella parlata) che è eccellente incentivo per una positiva scolarizzazione. Ed infine due questioni importanti e senza equivoci:

 

  • un buon accordo sui sistemi scolastici si misura se è attiva la reciprocità dei titoli, insomma se uno studente può utilizzare  i diplomi nei due paesi, quello di nascita e quello di studi, con forme di equivalenza. Tra un po’ sarà possibile a ragazzi italiani di studiare in Belarus con normali corsi di studio regolarizzati e viceversa a ragazzi bielorussi studiare in Italia;
  • l’apertura tra Belarus ed Europa sugli studi e la mobilità degli studenti  non può che partire dall’adolescenza, età nella quale la consapevolezza di sé e le scelte sono  mature. Quindi non può riguardare bambini di scuola di base, ma  adolescenti.

I permessi studio per i minorenni

Le bozze che abbiamo letto in anteprima sui permessi studio per i minorenni contengono tutti i punti di qualità che nella primavera scorsa avevamo sottolineato come indispensabili per una dignitosa soluzione che mettesse al centro “lo studio” dei giovani, senza alcun alibi sui motivi per la loro ospitalità in Italia, cioè non come scorciatoia emigratoria ma come opportunità formativa vera.  Quindi: possibilità di studiare in Italia e in Bielorussia da parte di giovani dei due paesi attorno ai 15 anni, garanzie sulle tutele giuridiche dei minori, e soprattutto reciprocità dei titoli di studio tra i due paesi, al fine di rendere possibile il ritorno in patria e comunque la scambiabilità dei curricoli professionali. L’accordo quadro avrà bisogno di una buona prassi attuativa sugli aspetti pratici. Ma l’insieme è positivo e risponde alle nostre proposte primaverili di superamento delle contraddizioni che avevano frenato l’accordo in passato. Per ora è inutile dire di più: quando gli accordi saranno formalmente firmati offriremo subito una guida completa alla loro comprensione. La speranza che l’anno scolastico prossimo si possa iniziare con i primi permessi studio si fa vicina. E ora aspettiamo il 23 dicembre per riparlarne.

 

In Belarus  nuovi diplomi europei  nella forma prevista dal processo di Bologna (1999)

La Bielorussia ha aderito al “processo di Bologna” (Consiglio d’Europa, Bologna 1999, firma del protocollo sull’armonizzazione dei diplomi superiori). Ciò vuol dire che tutti i diplomi superiori (college e università, formazione dopo la classe 11) saranno consegnati agli studenti e ai laureati con un “allegato” che conterrà (su una griglia europea comune) i corsi seguiti, il numero di ore dei corsi, la valutazione, e i cosiddetti “crediti”/“prestiti” formativi  raccolti durante la  formazione.  I vari aspetti registrati nell’allegato varranno una serie di “punti” con i quali il cittadino bielorusso potrà “guadagnare” semestri o annualità o intero ciclo di formazione nel caso di iscrizione a scuole  e università e corsi superiori in tutti i paesi europei aderenti al processo di Bologna. Il processo di Bologna - un processo di convergenza e armonizzazione dei sistemi educativi dei paesi europei - è nato per creare uno spazio comune dell'istruzione superiore.  Ministri dell'Istruzione di 29 paesi europei nel giugno 1999 a Bologna, hanno firmato la Dichiarazione di Bologna per l’ istruzione superiore. Il processo di Bologna è ufficialmente supportato da 47 paesi, tra cui paesi dell'ex Unione Sovietica - Russia, Ucraina, Moldova, Georgia, Armenia, Azerbaigian, Kazahstan. Ed ora anche per la Belarus. Quale effetto avrà tutto questo per i giovani ma anche per gli adulti bielorussi? Molti e interessanti. Il giovane bielorusso o l’adulto residenti in Italia potranno “riscattare” i corsi di studio già svolti in patria ed ottenere titoli (anche universitari) o forti accorciamenti dei corsi per ottenere un diploma superiore o una laurea italiana valida nel modello del processo di Bologna. Per il giovane italiano che andrà a studiare in Belarus, è ulteriormente garantita la piena validità dei corsi di studio anche superiori e universitari, ed altrettanto per il giovane bielorusso che verrà in Italia. Per i cittadini bielorussi che lavorano in Italia in professioni inferiori al loro titolo di studio si aprono prospettive formative e occupazionali interessanti. Anche questa adesione della Belarus, come si vede,  apre uno scenario del tutto nuovo alle relazioni complessive di istruzione tra i giovani dei due paesi.

   

Nuovi rapporti sull’istruzione con la Comunità europea

Abbiamo già lanciato nelle nostre “News dalla Belarus” la notizia del finanziamento straordinario di 52 milioni di euro della Comunità europea per programmi in comune sullo sviluppo dell’istruzione superiore con i paesi cosiddetti dell’area di “Vicinato e Partenariato” tra cui appunto la Belarus. Si tratta di un progetto che allargherà le opportunità di studiare in Europa in diverse università con i progetti Erasmus, ma anche di sviluppare carriere professionali accademiche e di ricerca tra giovani, docenti, ricercatori dei diversi paesi. Un’opportunità in più per studenti bielorussi di fare in Europa i loro studi, e magari privilegiare…l’Italia vista la conoscenza della lingua e della cultura del paese, e magari di una famiglia o di un’associazione che li segue. La Belarus vuole aumentare l’offerta internazionale di servizi educativi in modo da aumentare il numero di studenti stranieri accolti di 1,5 volte per l'anno 2015. Ed ora una notizia che serve anche a fugare qualsiasi pregiudizio sul sistema scolastico bielorusso. Troppo spesso gli italiani non conoscono a fondo la scuola dei paesi dell’est e pensano solo attraverso chiacchiere e impressioni provinciali.  E’ di pochi giorni fa la notizia che la Bielorussia ha in programma di aumentare le accoglienze  di servizi educativi per studenti stranieri fino al 50% in più nel 2015. La notizia viene da dichiarazioni del  primo vice ministro dell'Educazione, Alexander Zhuk alla Camera dei Rappresentanti dell'Assemblea Nazionale della Bielorussia. Secondo Alexander Zhuk, l’ aumento permanente del numero di studenti stranieri  (10.000 da 84 paesi) conferma l’alto  prestigio del sistema di istruzione bielorussa nel mercato mondiale dei servizi educativi. I cambiamenti positivi in corso a tutti i livelli e il loro costo vantaggioso rispetto ad altri paesi europei favoriscono l’aumento di studenti  stranieri, che stanno iniziando a esprimere il desiderio di ricevere in Bielorussia non  solo istruzione universitaria, ma anche professionale. Ciò vuol dire che per uno studente italiano ed europeo il sistema scolastico bielorusso si apre con numerose opportunità (Erasmus, ecc..), ma anche favorevoli condizioni per svolgere studi non solo della lingua russa (peraltro importante nel futuro) ma anche di settori di alta cultura e scienza.

 

Ma dopo gli studi in Italia che succede?

E’ una questione che molti italiani ci pongono quando chiedono consulenza sui permessi di studio. Le cose fin qui dette confermano che la filosofia generale degli accordi (e di una buona educazione di un giovane)  è di mettere al centro i suoi studi come opportunità di sviluppo, non come turismo o emigrazione mascherata. Quindi: stanno arrivando buone  condizioni di equivalenza dei diplomi per cui sarà sempre possibile il rientro in patria  con un titolo valido (qualora il giovane lo volesse: è più frequente di quanto molti credano), portando quindi anche le competenze sviluppate in Italia nel proprio paese. Ciò vuol dire, inoltre, che i ragazzi adottati in Italia ad una certa età e che volessero utilizzare i loro studi per lavorare nella patria di origine (si ricorda che rimane loro per tutta la vita la doppia nazionalità) potranno ottenere l’equivalenza dei titoli e delle carriere di studio, sia scolastiche che formative superiori che universitarie. Ma se un ragazzo volesse rimanere in Italia al termine degli studi, ricordo che  nel “decreto flussi” di immigrazione ogni anno sono previste le quote di stranieri che possono convertire il permesso di studio in permesso di lavoro senza tornare in patria, ed ottenere quindi la residenza definitiva secondo le norme generali sull’immigrazione. Ma c’è di più. Chi ottiene una laurea, anche triennale,  in Italia,  può chiedere il permesso di lavoro e la residenza permanente a prescindere dalle quote dei flussi annuali di immigrazione! Può infatti chiederlo in qualsiasi momento. Gli altri devono presentare domanda dopo la pubblicazione del decreto (che ogni anno dedica quote alle conversioni), armarsi di pazienza e incrociare le dita.

 

E adesso. Un nuovo servizio AVIB.Obrazovanie/Istruzione

L’insieme degli accordi internazionali in corso sono molto importanti e aprono  scenari del tutto nuovi anche nei nostri rapporti di solidarietà ed aiuto ai ragazzi bielorussi. Per molti versi rendono anche più sfumate e demodè le adozioni, almeno per la grandissima parte dei casi. Si aprono cioè opportunità più gentili e flessibili di sviluppo dei ragazzi, senza scelte radicali e irreversibili. Studiare in Italia potrà essere per molti ragazzi bielorussi molto più facile di tanti altri giovani del mondo per la fortuna di conoscere l’italiano e di avere famiglie amiche e ospitali! Ma le scelte vanno fatte bene. E’ necessario conoscere quindi bene le procedure amministrative e tecniche, ma soprattutto saper sceglier bene i percorsi di studio più adeguati. E’ facile sbagliare, sottovalutare o esagerare le aspettative. All’incertezza AVIB risponde con la solita solidarietà. Per queste ragioni, AVIB si è attrezzato di una nuova struttura di servizio, consolidando il lavoro di aiuto già svolto quest’anno, che possa aiutare, consigliare e organizzare le famiglie e i giovani bielorussi intenzionati a studiare in Italia dai 15 anni in su, ma anche i giovani italiani dai 15 anni in su intenzionati a fare corsi di studio in Belarus, ed anche infine a cittadini bielorussi in Italia che vogliano valorizzare i loro studi svolti in patria. Il servizio si chiamerà “AVIB.Obrazavanjie/istruzione” e sarà gestito dal Presidente AVIB Iosa, ispettore scolastico esperto di pedagogia comparata e da uno staff di suoi colleghi del MIUR e del sistema scolastico che volontariamente daranno consulenze e supporti.

 

Contatti per AVIB.Obrazovanie/istruzione: cellulare: 346.0054321 mail: .

 

Il servizio prevede anche un’assistenza completa in Belarus per gli studenti bielorussi in uscita per l’Italia e per gli studenti italiani in uscita per la Belarus attraverso il nostro Ufficio Avib.Point di Minsk, sugli aspetti amministrativi, di traduzione, di legalizzazione dei documenti. Avib.Point di Minsk opera in partnership con l’agenzia Juventus.viaggi/Gulliver con la quale abbiamo stretto un accordo tecnico di collaborazione sul tema permessi studio, che faciliterà tutto, dal documento da tradurre al visto al volo aereo in modi attenti ai ragazzi e a buoni prezzi. Il  servizio AVIB.Obrazovanie/istruzione di consulenza e aiuto a famiglie e giovani,  sarà offerto solo alle famiglie delle associazioni Avib o iscritte all’Associazione di amicizia Italia/Belarus, a tutti secondo le regole di Avib.Point  (iscrizione della famiglia al servizio, quota di servizio, ecc.. vedi Avib.Point in www.avib.it)





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