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Comunicato congiunto PUER e MAVI Stampa E-mail
Scritto da Sergio De Cicco   
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7 luglio 2010 ore 20,00 dopo 3 ore di ritardo parte l’aereo per Minsk e tra i tanti passeggeri c’è anche la minore “D” con la mamma Alena e cala il sipario su una storia che per certi aspetti e nata da equivoci ma soprattutto dove nel tentativo di fare del bene e non conoscendo le regole e gli accordi internazionale sottoscritti i tanti paladini della giustizia e  giornalisti con la mania di scoop, stavano creando problemi seri alle accoglienze. Questo comunicato congiunto PUER e MAVI esce dopo nove giorni di silenzio, ma di intenso lavoro dove l’Associazione e il Movimento di intesa con l’Ambasciata Bielorussa in Italia e il Comitato Minori hanno lavorato per far rispettare l’accordo tra Italia e Bielorussia e per ripristinare in tempi brevi la legalità.

Purtroppo mentre lavoravamo qualcuno a pensato di scrivere mettendo subito tutti a conoscenza di quanto stava accadendo senza però sapere cosa realmente accadeva, creando così ansie e panico tra tante famiglie che ci hanno contattato e che comunque sono state da noi rassicurate.  La storia coinvolge una famiglia italiana che da tre anni accoglie la minore “D” e di una mamma, che esercita la tutela e Patria Potestà della minore in Bielorussia. Una mamma che ha dato il consenso, per iscritto autenticato da un notaio in Bielorussia, all’espatrio della figlia per i progetti di risanamento. Una mamma che scopriamo essere in Italia con un regolare permesso di soggiorno e che non vede l’ora di avere per sempre qui in Italia sua figlia. Una mamma che si rivolge ad un patronato per farsi aiutare a presentare i documenti per il ricongiungimento familiare. Un giornale locale che esce il giorno 29 giugno con un articoletto sulla burocrazia che per il momento blocca l’accettazione del ricongiungimento per richiesta di ulteriori documenti. Il Presidente dell’Associazione di Noicattaro, affiliata alla Puer che dopo aver visto l’articolo del giornale si consulta con il Presidente della Puer e convoca la famiglia per chiarimenti. La suddetta famiglia che si reca presso la sede dell’associazione con la bambina facendo arrivare anche la mamma. Un giro rapido di consultazioni e di chiarimenti per il rispetto delle regole che coinvolge oltre l’Associazione Noicattaro anche la Puer e le Autorità bielorusse. Più tentativi di tranquillizzare gli animi e conferme da parte della mamma che non avrebbe ostacolato in nessun modo il rientro della minore. Poi improvvisamente la bambina si sente male e viene portata in ospedale accompagnata dalla famiglie e dalla mamma e qui nuovamente discussioni fino all’arrivo dei carabinieri e di un assistente sociale che confermano che la minore  deve stare con l’accompagnatrice sua tutrice e responsabile in Italia. Nel frattempo visto quanto accaduto la famiglia accogliente rinuncia ufficialmente all’accoglienza e  riconsegna la minore all’accompagnatrice bielorussa. Altri innumerevoli giri di consultazioni tra Autorità bielorusse e le Associazioni senza però l’arrivo di un documento che richieda il rientro anticipato della minore. Dopo ore estenuanti di telefonate il Presidente della Puer informava il Signor Francesco Bia Presidente dell’Associazione GABB Onlus di Bari Capo della Segreteria Organizzativa del MAVI di quanto accaduto e di intervenire. Il Signor Bia Francesco si recava in ospedale e successivamente, con tutte le parti coinvolte, in Questura dove veniva fatto arrivare il Magistrato di turno che ordinava di affidare, in attesa di chiarimenti, la minore all’accompagnatrice e al presidente dell’Associazione Noicattaro. Nei giorni seguenti il Signor Francesco Bia per il MAVI incontrava i funzionari della  Questura e del Tribunale. Accoglieva il Signor Console bielorusso Andrei Palaschiuk a Bari e lo accompagnava nei vari uffici Istituzionali. Convinceva il Signor Console ad incontrare la controparte con i suoi avvocati per arrivare ad un accordo che successivamente veniva portato al Tribunale dei minori il quale verbalizzava il tutto in attesa della sentenza definitiva del PM.  L’accordo prevedeva il rientro anticipato della minore accompagnata dalla mamma e il rilascio di un nuovo visto per turismo alla minore con invito privato della mamma in tempi brevi da parte dell’Ambasciata Italiana a Minsk. La Presidenza della Puer teneva costantemente informato il Comitato Tutela Minori e si teneva in contatto con Francesco Bia e il Console Bielorusso. La Presidenza della Puer e il MAVI nella figura del Signor Francesco Bia, preparava tutti i documenti e organizzava il rientro in Bielorussia della minore nonché la documentazione per il rientro in Italia della minore con invito privato. Il giorno 06 luglio 2010 il Tribunale dei minori di Bari visto l’accordo stipulato in data 10 maggio 2007 tra il Governo della Repubblica italiana e  del Governo della Repubblica di Belarus, gli artt. 330 e ss. C.p.c., 737 e ss. c.p.c., 23 e ss DPR 616/1977, letto il parere del pubblico ministero, provvede: dichiara non luogo a provvedere in ordine al ricorso avanzato ai sensi degli artt. 330 e ss. cod. civ. dal Pubblico Ministero in sede. In qualità di Presidente della PUER e anche del MAVI faccio un plauso al Signor Francesco Bia Presidente dell’Associazione GABB Onlus di Bari Capo della Segreteria Organizzativa del MAVI per il grande lavoro che ha svolto, dal primo giorno 29 giugno fino al 7 luglio 2010 presso la Questura e il Tribunale dei Minori di Bari e soprattutto per essere riuscito a far dialogare e trovare un’ accordo tra i legali della mamma della minore e il Signor Console bielorusso Andrei Palaschiuk per la risoluzione del caso. Un grazie di cuore ancora a Francesco Bia e a Fabrizio Pacifici per l’impegno e la serietà con cui insieme abbiamo collaborato affrontando questa nuova situazione.





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