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La singolare guerra contro la pectina in Belarus Stampa E-mail
Scritto da Wladimir Tchertkoff   
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Riportiamo un interessante documento che sottolinea l’importanza della profilassi dei bambini contaminati con la pectina e sugli ostacoli che si incontrano solo in Bielorussia. L'intensa propaganda anti-pectina della lobby atomica (curiosamente solo in Bielorussia) induce dubbi sulla sua efficacia e addirittura sulla tollerabilità di questo additivo alimentare disintossicante, mentre il governo russo addirittura lo raccomanda. Quanto riportato è tratta dal libro «Le crime de Tchernobyl » di Wladimir Tchertkoff, uscito in Francia nel 2006.

 

«Le autorità di Minsk conoscono i retroscena del programma di 30 anni degli Stati Uniti, del monitoraggio diagnostico dei cittadini bielorussi vittime di Cernobyl? […] Nel 1994, il ministero dell’energia degli Stati uniti si è rivolto al ministero della salute del Belarus con la proposta di realizzare un progetto scientifico in comune, previsto per almeno 30 anni, denominato progetto BELAM.  L’obiettivo era di effettuare uno studio di lunga durata per stabilire quanti casi di cancro e  di altre patologie della ghiandola tiroidea si svilupperanno in gruppi di abitanti del Belarus, che hanno ricevuto dosi di iodio radioattivo di diversi livelli emessi dal reattore di Cernobyl. Circa 13000 persone sono state selezionate, e devono essere regolarmente esaminate nel corso di tre decenni. […]

Istituti e persone sono stati selezionati da parte bielorussa per la cooperazione: grandi specialisti del ministero della Salute sotto la direzione del ministro stesso, l’Istituto di medicina  radiologica e di endocrinologia, che ne  dipende, le sue filiali a Minsk e a Gomel, il dispensario specialistico di Gomel e altri.   Da parte  americana il partner è l’istituto nazionale dei tumori (National Cancer  Institut)  del governo degli Stati Uniti. Le questioni finanziarie sono state definite e il contratto firmato.  Il progetto è  già in corso da più di 6 anni. […] In conformità all’accordo, il progetto BELAM si limita alle diagnosi, al depistaggio e all’epidemiologia delle malattie della ghiandola tiroidea, una volta il tumore scoperto, nulla interessa più l’America: dopo, è affare del Belarus.  Difficile da credersi, ma il Belarus non ha  preteso da parte  degli Stati Uniti, sin dall’inizio del progetto e nell’interesse dei propri pazienti, un trattamento specifico di tutte le malattie osservate della ghiandola tiroidea, né il suo finanziamento  come parte integrante del progetto.  I bielorussi oggi non sono altro che delle cavie  di un immenso laboratorio radiologico, dove gli Stati Uniti raccolgono i loro dati scientifici. […] Il 1 aprile 1996, dopo una lunga indagine, la televisione britannica ha trasmesso il film “Cernobyl 10 anni dopo”, nel quale è mostrato che tra tutti i paesi che  partecipano alle ricerche attorno a Cernobyl gli Stati Uniti si oppongono con il maggior vigore all’accertameno di una correlazione tra  lo iodio radioattivo e il tumore della tiroide. « Il governo americano  ha delle ragioni  particolari per mantenersi sulle sue.  Negli anni 50 il ministero dell’energia degli USA aveva consciamente liberato una nuvola di iodio radioattivo nell’atmosfera per verificare in che misura fosse possibile osservare le tracce di una nube radioattiva. Ciò ha aggravato la contaminazione provocata dagli esperimenti della bomba atomica. […] Oggi, le vittime esigono che lo stato versi dei risarcimenti per il pregiudizio subìto. Quest’ultimo contesta i reclami basandosi sul fatto che non vi sono ancora prove scientifiche che confermino l’esistenza di una correlazione tra lo iodio radioattivo e l’aumento dei tumori della tiroide. Le vittime degli Stati uniti hanno avanzato  l’argomento, secondo il quale l’aumento drammatico del numero di tumori della tiroide dopo Cernobyl, costituisce appunto la prova definitiva della correlazione con l’azione nefasta dello iodio  liberato nell’atmosfera.  Gli specialisti del governo americano – precisamente quelli dell’istituto con il quale il Belarus collabora nell’ambito del progetto BELAM – hanno contestato anche questo ed hanno dichiarato che  occorreva prima  effettuare ricerche precise di lunga durata nell’Unione degli Stati Indipendenti per avere un opinione certa  in merito a questa questione.  Secondo la legislazione americana il governo di Washington si aspetta a  richieste di risarcimento per il pregiudizio nell’ordine di miliardi di dollari, allorché le spese per il progetto BELAM   rappresentano meno dell’1% della somma (10 milioni di dollari).  Ecco probabilmente la scappatoia politica e giuridica,  con la quale  gli Stati uniti  avviano per decenni il progetto BELAM in Belarus (UKRAM in Ukraina), al fine di  arrivare ad un “chiarimento della questione”.  Chi tra gli Americani-vittime sarà ancora vivo a conclusione della  ricerca alla fine dei 30 anni, per lottare poi per i propri diritti?   In questo contesto è chiaro che il principale interesse degli USA consiste nello stabilire un controllo assoluto sulla scienza, sui dati e sull’informazione, riguardante l’aumento di tumori della tiroide a seguito di Cernobyl.  Perché  mai la Belarus dà una mano agli imbrogli degli Stati Uniti?  Dal punto di vista dell’etica medica, negli Stati Uniti e nei paesi europei, la ricerca scientifica sulle malattie dei pazienti non è ammessa, se fin dall’inizio il loro trattamento completo non è garantito.  Perché deve essere diverso, se le ricerche degli Stati Uniti si svolgo nel Belarus?[…] I paesi occidentali che utilizzano intensivamente l’energia atomica, vorrebbero stabilire, con l’aiuto di un altro progetto scientifico nel Belarus, un controllo assoluto sull’utilizzo dell’informazione medica riguardante il cancro della tiroide.  Gli Stati Uniti, il Giappone e la Commissione delle Comunità europee – una specie  di alleanza atomica – hanno imposto al ministero della salute della Repubblica di Belarus (cosi  anche al ministero della salute dell’Ukraina e della Russia)  il progetto per la creazione di una banca di tessuti e di dati del cancro della tiroide dopo Cernobyl.  Tuttavia, la parte occidentale decide a maggioranza dei voti, quale gruppo scientifico del mondo sarà autorizzato a svolgere le ricerche sui tessuti operatori, in modo da “evitare pubblicazioni incrociate […] e ad arrivare a conclusioni “riuscite”, come  detto nella descrizione del progetto. Secondo il desiderio dei promotori, questo progetto si deve  occupare dello studio della correlazione del cancro della tiroide  successivo a Cernobyl non soltanto con lo iodio radioattivo ma anche con i fattori genetici degli ammalati, così come  con i fattori dell’inquinamento dell’ambiente circostante  stimolatore del cancro.   Alla  fine apparirà probabilmente che sono i geni bizzarri dei bielorussi oppure l’ambiente inquinato e non lo iodio radioattivo di Cernobyl a essere la causa dell’aumento drammatico del cancro della tiroide. Benché non vi sia ancora nessun accordo firmato con il Belarus il progetto è di fatto in corso di realizzazione con l’accordo di Minsk, questo già da diversi anni.  E nuovamente,  l’alleanza è interessata solamente ai dati scientifici allorché ai pazienti e al Belarus si lascia il diritto di provvedere a se stessi. »

 

Ma torniamo nel 2000 per finire di sentire  il racconto su ciò che  sta forse scomparendo.

 

V.Nesternko  - Nel settembre 1998 ci siamo recati nel villaggio di Sivitsa vicino a Minsk.  I bambini avevano 340 becquels per kg.  Abbiamo distribuito la pectina 4 volte  nel corso dell’anno. Abbiamo misurato prima e dopo ogni cura di tre settimane.  Ora tutti i bambini hanno meno di 40 becquerels.  Nel corso di un anno siamo riusciti a dividere per 8 il tasso della loro contaminazione.  In un altro villaggio, Polessie, sito nella zona di Cernobyl, dove le condizioni sono ancor più gravi, siamo riusciti a ridurre la contaminazione di metà.  Ora abbiamo prove inconfutabili.  Il fatto  importante è che  i medici dell’Istituto di Bandajevsky  esaminavano i bambini in parallelo alle nostre misurazioni. Esaminavano gli elettrocardiogrammi, lo stato del sistema immunitario e hanno dimostrato che  questo prodotto agisce come antiossidante, elimina gli allergeni dell’organismo, elimina i metalli pesanti, il piombo. La gente dice « non è possibile che una semplice mela provochi tutto questo ». Ma cè un detto popolare « una mela al giorno toglie il medico di torno ». Infatti, la pectina è un prodotto naturale unico.  Il meccanismo della sua azione è molto interessante.  La pectina che assumete non è digerita nello stomaco.  Si gonfia e passa nel tubo digerente, nel grosso intestino, dove il cibo è decomposto in aminoacidi.  Il cesio radioattivo (Cs137) solubile è presente in questo liquido.  La pectina non è assimilabile dall’organismo: fissa il cesio per adsorbimento e lo elimina per via del tubo digerente.  Vi è un altro meccanismo molto più importante.  Tutti abbiamo dei depositi, si chiamano così.  Sono i muscoli, dove il cesio si deposita. Chimicamente il cesio è l’equivalente assoluto del potassio.  Sappiamo che il muscolo cardiaco contiene 20 volte più potassio di qualsiasi altro muscolo del corpo.  Per il fatto dell’equivalenza chimica contiene anche molto più cesio.  Più un muscolo è attivo, più cesio radioattivo vi si accumula.  La polvere di pectina è molto fine, 50-70 micron.  Passa attraverso le pareti dei vasi e penetra nel sangue.  Penetra nei depositi, cattura il cesio e  lo elimina  attraverso il reni.  Questi due meccanismi sono stati studiati con esperimenti clinici in Russia e in Ukraina, a Krivoi Rog.  Non abbiamo più alcun dubbio riguardo la capacità di questo prodotto ad  adsorbire il piombo, il cadmio, il mercurio e i radionuclidi.  Ma non intacca gli oligoelementi indispensabili al metabolismo :  il rame, lo zinco, il ferro, il magnesio, il selenio, il potassio etc.  Che Dio e la sua creazione  ne siano ringraziati.

 

Una precisazione del Dott. Michel Fernex. – «La dimostrazione è stata fatta da V. Nesterenko e i suoi collaboratori nello studio a doppio cieco, randomizzato, con un gruppo “placebo” in un collettivo omogeneo di bambini contaminati nei villaggi vicini a Gomel.  Durante  una vacanza in un sanatorio, questi bambini hanno dato il loro accordo verbale dopo informazione dettagliata ; le mamme lo hanno fatto per iscritto.  Come è di prassi, un comitato di etica ha seguito e approvato i lavori.  I risultati sono stati pubblicati da Swiss Medical Weekly (SMW) e mostrano che una dieta  “pulita”, senza radiocesio durante 3 settimane, riduce il tasso di Cs137 dell’organismo del 14% , non arrivando mai al di sotto della soglia dei 20 Bq/kg di peso in questo gruppo, allorché un regime “pulito” con in aggiunta un cucchiaino da caffè di polvere di pectina ai pasti, riduce del 63% il tasso di Cs137, tutti questi bambini raggiungono tassi inferiori a 20 bq/kg. Uno studio clinico complementare è stato svolto dall’équipe di V.Nesterenko, con la cardiologa, moglie di Bandajevsky, come primo autore della pubblicazione che ne è conseguita. L’interesse di questo lavoro riposa sulla correlazione che è stata statisticamente dimostrata tra  il carico di cs137 e la sintomatologia e le anomalie a l’ECG.  Una cura di pectina riduce qusto carico, ma riduce  anche in modo significativo alcuni sintomi clinici.  Questo lavoro è stato ugualmente pubblicato su Swiss Medical Weekly, un giornale noto per il suo comitato di lettura molto severo, SMW.  Ognuno può consultare queste due pubblicazioni sul sito www.smw.ch.

 

Il lavori realizzati in collaborazione con l’istituto di ricerca tedesco Jülich hanno confermato l’efficacia ma anche  la buona tollerabilità della preparazione da parte di BELRAD.  L’accento è stato messo sulla stabilità dei microelementi plasmatici, come in uno studio precedente in Belarus di Nika Gres e collaboratori, con i medesimi risultati positivi. »

 

Durante il nostro soggiorno in Belarus nel 2000, avevo interrogato V.Nesterenko in merito a cosa pensasse della lucidità e della buona fede degli scienziati occidentali in merito a questi argomenti.

 

V.Nesterenko – C`è una totale incomprensione dei nostri problemi da parte della comunità scientifica internazionale.  Vi faccio l’esempio del professore  Lengfelder.  Ecco ciò che mi scrive in risposta alla mia proposta di distribuire degli additivi alimentari a base di pectina. « Farebbero meglio di mangiare mele fresche.  Occorre riunire le famiglie nelle scuole e spiegare loro che è pericoloso consumare prodotti   contaminati.  Se non ne mangiano, è inutile dare loro la pectina, che oltretutto costa denaro. » Gli ho risposto che se il contadino  ricevesse lo stesso stipendio di quello che  il signor Lengfelder  riceve ogni mese, la sua famiglia potrebbe mangiare prodotti puliti.  Ma giacché il suo stipendio non raggiunge i 10 000 marchi , ne mille, ne 100,  ma 30 dollari,  è chiaro che è obbligato a mangiare ciò che coltiva nel proprio giardino e ciò che raccoglie nel bosco. […]

 

Q. –Ma perché questa ostilità contro la pectina?

 

V.Nesterenko. – E’ Lengfelder che improvvisamente ha iniziato ad opporsi non si sa perché.  Personalmente penso, – forse può apparire duro o brutale, - che vi è un interesse sperimentale.  Questi pseudo-scienziati lavorano così : osservano, fanno delle diagnosi, registrano gli ammalati.  Però non fanno nulla per ridurre il loro numero.  Penso che il nostro lavoro con la pectina disturba la raccolta dei dati scientifici puri. E’ vero che Lengfelder ha creato un laboratorio qui a Minsk e un altro a Gomel. Ma non fanno altro che diagnosticare.  Non fanno nulla per  affrontare a monte la causa reale delle malattie – la contaminazione.  Siamo chiari, non penso che la pectina sia la panacea universale. Ma è un prodotto efficace, che aiuta se non è possibile evacuare tutti gli abitanti dei territori contaminati.  Abbiamo visto i lavori di Bandajevsky e ci siamo persuasi che i bambini non devono avere più di 50 bq  per kg di peso nell’organismo.  Ieri abbiamo fatto misurazioni ai bambini : tutti ne avevano di più.  Ogni bambino ha un ventaglio di malattie  differenti e tutti gli organi sono colpiti.  Tutti questi bambini sono nati dopo Cernobyl.  Ciò significa che se non li decontaminiamo, tutta questa generazione crescerà ammalata.

 

Q.- ma perché questa guerra alla pectina di mele?

 

Insistevo, benché Nesterenko mi avesse già risposto. La spiegazione spaventosa, che Svetlana Savrasova rifiutava durante la nostra prima missione nel 1990, mi tornava in mente. Le cavie umane devono essere sperimentalmente pure, inalterate. La banalità del male stupido, privo di intelligenza, di coscienza morale e di emozioni, calcolatore e piatto come gli orari dei treni, di cui parla Hannah Arendt a proposito di Eichmann, sembra essersi installata con autorità a Cernobyl. Questi demoni meschini, che eseguono gli ordini nel goulag atomico, sono coperti dalla verità scientifica ufficiale avallata dalle più alte istanze politiche della comunità mondiale.  L’umanità globale intrappolata da se stessa.  Non un solo governo che si ribelli.

 

Il 20 giugno 2005, Solange Fernex si rivolge al Sig. Stéphane Chmelevsky, ambasciatore di Francia a Minsk.  Dopo aver elencato le calunnie contro i professori Nesterenko e Bandajevsly e i  numerosi  ostacoli creati dal professore Edmund Lengfelder, personalità tedesca molto rispettata, scrive:«In qualità di presidente di un associazione che utilizza le donazioni delle centinaia di nostri soci per finanziare le misurazioni antropogrammametriche e radiometriche di Belrad così come le cure a base di pectina, non posso accettare le dichiarazioni gratuite del professore Lengfelder contro l’efficacia della pectina.  Se egli avesse ragione, i nostri benefattori sarebbero  giustificati di chiederci conto della cattiva gestione delle loro donazioni. Ora, per quanto mi risulta, mai il professore Lengfelder ha fornito alcun dato scientifico a sostegno delle sue dichiarazioni contro la pectina.  Per la prima volta, il 20 aprile, egli ha menzionato delle ricerche che avrebbe diretto, prima di Cernobyl, con Iline a Mosca.  Come Lei sa, Iline è il principale artigiano della disinformazione sovietica dopo Cernobyl.  La nostra associazione desidera conoscere queste prove scientifiche contro la pectina.  Diversamente, ciò non è che una diffamazione gratuita che  non possiamo  tollerare. Lei è in diritto, Sig. Ambasciatore, in quanto partecipante al progetto CORE, di chiedere al professore Lengfelder  di esporre le sue  affermazioni e di fornirLe gli articoli oppure le referenze scientifiche che confermano le sue dichiarazioni alla riunione di CORE il 20 aprile 2005.  Dal canto nosto, il nostro aiuto riposa sui lavori pubblicati da Belrad con Jülich e sullo studio controllato doppio cieco, pectina versus placebo, pubblicato in inglese nella rivista a comitato di lettura svizzero Swiss Medical Weekly. Forse potreste ugualmente, lei e i suoi colleghi, in particolare il Sig. Ambasciatore della Germania, spiegarci chi è questo professore Lengfelder, perché spende tanta energia nel denigrare un collega universitario senza difesa, incarcerato e in relegazione, qualificato da lui come criminale (il Professore Bandajevsky), quali sono i moventi che lo incitano a soffocare l’Istituto Belrad condannando per ogni verso i suoi lavori, e in particolar modo le cure di pectina? La ringrazio infinitamente, Sig Ambasciatore, di voler aiutarmi a chiarire un argomento che attualmente  preoccupa quelli tra i nostri soci che vorrebbero proseguire con un aiuto utile ed efficace ai bambini di Cernobyl.  Infatti, questo argomento non tocca soltanto Bandajevsky né Nesterenko, ma i nostri benefattori in Francia, che chiedono di conoscere la verità.

 

Solange Fernex (Deputato europeo onorario e presidente di « Enfants de Tchernobyl Bélarus»)

 

 

Il documento completo con anche i riferimenti bibliografici e la lettera del governo Russo sull’importanza della pectina la trovate nell’area download.




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