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AVIB: Primi esiti della consultazione "la parola a chi accoglie" Stampa E-mail
Scritto da Raffaele Iosa - presidente AVIB   
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Nel sito www.avib.it sono pubblicate, a cura di Emilio Vaccaroni, le risposte finora pervenute alla nostra consultazione “la parola a chi accoglie”. Completiamo così 9 mesi di dialogo e trasparenza. Assieme alla consultazione ricordiamo: 5 incontri interregionali, numerosi documenti, incontri fruttuosi con le autorità italiane e bielorusse, impegno sulle questioni concrete (es. costo viaggi, burocrazia), continua assistenza ad associazioni e famiglie, un telefono aperto h24, il sito AVIB finalmente funzionante anche se migliorabile…. Con la solita franchezza e trasparenza sempre perseguita, dobbiamo però ammettere che l’esito quantitativo della consultazione è stato complessivamente deludente: ci sono pervenute solo 12 risposte di associazioni e gruppi.

Sullo scarso numero di risposte ha forse inciso la novità del metodo (mai utilizzato prima), forse anche una certa ritrosia di alcuni ad esporsi sui contenuti, forse anche una delega scontata di alcuni perché…d’accordo con l’AVIB, in altri casi forse il disincanto e infine la scelta di fare da soli o non con noi. Prendiamo atto con onestà del risultato, tenendo conto anche del passato non felice che abbiamo ereditato, ma non ci arrendiamo affatto. La nostra scommessa di un metodo democratico e di ascolto ci impone di proseguire su questa strada. Ci consola il fatto che le risposte-proposte pervenute sono di grande interesse, ci danno numerosi stimoli, e confermano molte altre idee, proposte, segnali che ci sono pervenuti in tanti altri modi. E’ giunto quindi il momento del raccolto dopo la semina di questi mesi, per un’onesta “conta” del peso e della condivisione di una federazione che unisca il massimo possibile di associazioni, con chiarezza e solidarietà interna di lavoro tra tutti, senza i conflitti del passato. Per noi, le luci e le ombre di questi mesi ci danno la forza di rilanciare realizzando il 3° congresso a maggio prossimo, come promesso al congresso di Cervia nel 2008, senza rinvii. Sentiamo confermato un desiderio di rappresentanza efficace e di servizi per le singole associazioni e famiglie ospitanti (le nostre care famiglie a tempo) più forte e chiaro del passato. E’ ora dunque di chiedere un pronunciamento esplicito delle associazioni, insomma un congresso vero. I contenuti della consultazione sono chiari circa il futuro delle accoglienze e di una federazione al loro servizio. Ne diamo qui in sintesi i punti più significativi emersi, lasciando alla vostra lettura i commenti e gli approfondimenti.

  • La centralità dell’accoglienza come “dono gratuito” di “famiglie a tempo” con affettività senza ricatti verso i bambini. Insomma: separazione netta tra “ospitalità” ed “adozioni” per evitare confusioni che condizionano negativamente gli stili di organizzazione dei soggiorni e le attese delle famiglie. Non abbiamo nulla contro le adozioni, ma non si fa ospitalità in prospettiva di un’adozione facilitata. No a messaggi ambigui da parte delle associazioni su questo tema e nella loro organizzazione. Per contro: massima solidarietà ai diritti dei bambini e delle famiglie con le adozioni bloccate, perché incolpevoli vittime di una situazione internazionale da chiarire e di comportamenti di pochi irresponsabili, a scapito di molti, seri e disciplinati che, paradossalmente si vedono “puniti” per la loro lealtà.
  • La centralità dell’aiuto non solo sanitario ma anche affettivo come “opportunità” che aiuta ragazzi altrimenti a rischio a crescere meglio, con una relazione lunga nel tempo che vada oltre le accoglienze e aiuti questi ragazzi all’autoderminazione senza ricatti. Quindi: non soggiorni di “corpi radiati dal cesio”, né di “pseudo- figli” a cui dare la nostra narcisistica onnipotenza, ma aiuti solidali a persone che vogliamo autonome e libere nelle scelte di vita.
  • Nessuna simpatia per soggiorni organizzati come “agenzie di viaggio”, massima attenzione invece alla selezione delle famiglie, alla solidarietà tra loro, al volontariato di territorio, e soggiorni non solo familiari ma assieme di opportunità comunitarie, sociali ed educative.
  • Massima necessità di contenere i prezzi dei soggiorni ed azioni concrete di finanziamento provenienti dal volo ntariato. Più socialità e meno individualismo. Impegno per abbattere i costi e trasparenza di questi per le famiglie, parte attiva dell’associazione e non clienti.
  • Necessità di chiudere il tormentone sui giorni complessivi ad anno, per individuare elementi di qualità (opportunità sociali, educative, sanitarie, ecc..) che motivino la quantità dei giorni con regole semplici e verificabili. Basta con le “deroghe dell’ultimo minuto” fatte su pressioni emotive, che si traducono in diseducative concessioni. Possibilità invece di aumentare i 90 giorni se in presenza di progetti annuali di qualità reale (sociale, educativa, culturale) ma restando attorno ai periodi delle vacanze scolastiche per non perdere la scuola, che è per questi ragazzi un’opportunità formidabile per il futuro, e che non va deprezzata. Piuttosto, in una prospettiva lungo la vita, individuare forme di permessi studio ad hoc non per allungare i soggiorni né sostituirli alle adozioni, ma per favorire nuove opportunità. Al proposito, più attenzione all’adolescenza e alla transizione alla vita adulta dei ragazzi, il loro periodo più difficile, per dare speranze concrete sul loro futuro, in patria e fuori.
  • Allargare la nostra cooperazione in Bielorussia dall’emergenza a progetti strutturali che uniscano le forze delle diverse associazioni. Quindi sì a progetti comuni e integrati, quali ad esempio la chiusura degli internati e il miglioramento della vita nei villaggi poveri con forme nuove e attive di aiuto. Sempre con reciprocità e non con azioni colonialistiche.
  • Meno protagonismo, più informazione e partecipazione nella vita delle associazioni e chiarezza nei confronti delle famiglie, con la condivisione di regole e patti etici. ? Un aiuto concreto da parte di una federazione che funzioni (in Italia e in Bielorussia) come servizio, coordinamento, patronato, rappresentanza efficace e concretamente operativa. Una federazione aperta, partecipata da associazioni o gruppi locali (anche facenti parti di organizzazioni nazionali o pluri-regionali) con un forte radicamento territoriale, non in concorrenza fra loro ma, al contrario, vogliose di condividere e valorizzare le ricchezze delle proprie peculiarità ed esperienze, mettendosi “in rete” anche per un mutuo supporto.

I contenuti sono molto forti e toccano la bontà del nostro lavoro ma anche le sue contraddizioni. Sono simili alle nostre riflessioni di questi mesi e alle tante discussioni e incontri effettuati. Questi temi avranno nel 3° congresso di maggio 2009 la misura del possibile futuro. Ma la consultazione segnala anche la necessità di un salto di qualità che abbia il coraggio di porre dei limiti e delle regole di condivisione per far parte dell’AVIB. Crediamo cioè, pur con dolore, che si imponga per noi la scelta di essere aperti a tutti ma di dover porre per il prossimo congresso una soglia di accettazione con una forte e pubblica condivisione dei valori sopra esposti. Temiamo sia realisticamente difficile, infatti, rappresentare tutte le associazioni se obbiettivi e metodi di lavoro sono troppo diversi. Ne pagherebbero la coerenza e l’efficacia dell’unità delle associazioni, ripetendo assurdi conflitti del passato. Vogliamo invece difendere e valorizzare chi intende lavorare con correttezza, senso del limite, onestà pura del dono gratuito senza ricatti. Pur volendo parlare a tutti, cioè, crediamo sia giunto il momento di fare scelte non necessariamente per tutti, ma per coloro che credono veramente alla qualità, all’amicizia vera e paritetica con il popolo bielorusso, ad un volontariato solidale, realistico e concreto. Da oggi, dunque, tutti sono sollecitati ad esprimere altri punti di vista dopo questa prima base di consultazione, con un dibattito pre-congressuale a cui teniamo molto e che vogliamo, come sempre, trasparente e sincero. Una speciale rubrica nel sito www.avib.it conterrà gli interventi. Nel prossimo consiglio di Presidenza dell’AVIB, che si terrà a breve, approveremo il regolamento congressuale e le regole elettive, partendo da un documento politico-culturale di base frutto delle tante proposte e sollecitazioni che ci sono pervenute in questi mesi (insomma dal basso), di cui la pur deludente consultazione (sul piano quantitativo dei partecipanti, non certo su quello dei contenuti) ci ha dato molti nuovi importanti spunti. Un grazie caloroso a tutti coloro che si sono impegnati e soprattutto si sentiranno di impegnarsi in futuro per la solidarietà e la chiarezza tra di noi.





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