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Relazione di Arena Ricchi su recente viaggio a Minsk Stampa E-mail
Scritto da Arena Ricchi - Vicepresidente AVIB   
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Sono meno brava di Raffaele nello scrivere delle relazioni ed ho meno cose interessanti da raccontare relativamente a questo viaggio in Bielorussia, ma provo comunque a renderVi partecipi  della nostra attività. Il giorno 15 ottobre nella mattinata ho incontrato, in un clima di grande cordialità, il nostro Ambasciatore Dott. Cappello, naturalmente l’incontro era incentrato sul fatto che il giorno prima era uscito il Decreto del Presidente della Repubblica di Belarus, teso a normare ulteriormente il tema delle accoglienze dei minori all’estero. Tutto faceva credere che per l’Italia sarebbero state salvaguardate le condizioni dell’accordo precedentemente firmato, si attendeva la pubblicazione del testo integrale.

Come poi si è visto nel pomeriggio, tutte le nostre aspettative sono state rispettate, e per questo sono da ringraziare molteplici persone e autorità che hanno lavorato perché questo avvenisse. L’importante è che ancora una volta ci sia stato lavoro di squadra. Abbiamo anche trattato degli eventuali costi da sostenere per l’uso da parte dell’AVIB di un locale al quarto piano dell’Ambasciata, uso che speriamo di poter concretizzare al più presto. Il giorno 16 nella mattinata, ho incontrato il Dott. Koliada, del Dipartimento degli Aiuti Umanitari, che ha sottolineato la soddisfazione per i contenuti del Decreto in merito alle accoglienze italiane, ribadendo la piena volontà di continuare la collaborazione con l’Italia e anzi chiedendo esplicitamente una previsione sulla possibilità di riportare il numero dei bambini ospitati a quello di cinque anni fa. Naturalmente la mia risposta è stata che molteplici fattori hanno determinato e determinano il calo delle ospitalità e che in quel momento non ero in grado di avanzare previsioni attendibili, ma impegni sì per sviluppare e consolidare la nostra azione di accoglienza. Comunque mi sono riservata di presentare un documento dal quale risulti con sufficiente attendibilità quanto costa alle famiglie e/o alle associazione l’ospitalità di un bambino in Italia, per comprendere come anche la questione “costi” debba essere affrontata meglio, tenuto conto anche della nostra fase economica nazionale. Gli ho poi presentato una richiesta scritta, formulata in base ad alcune rimostranze presentateci da qualche nostra  associazione  in relazione a certe difficoltà per la spedizione degli aiuti umanitari, e dopo aver preso visione del testo integrato delle disposizioni (circa 300 pagine!), ho chiesto esplicitamente due note semplificate: una per i pacchi personali e una per i pacchi generali. C’è  stata la promessa che a metà di questa settimana sarebbe uscito quanto da noi richiesto sul sito del Dipartimento. Il clima dell’incontro è stato molto cordiale, pur nell’ufficialità,  ed è stata ribadita la volontà di continuare a lavorare fattivamente con l’AVIB per progetti futuri. E i bambini? Quelli che ho visto stanno tutti bene e aspettano con ansia di venire in Italia dalle loro famiglie italiane. Devo però rilevare due piccole questioni che meriteranno attenzione bilaterale. La prima riguarda la continuazione delle accoglienze anche quando un bambino di internato viene affidato ad un nucleo familiare bielorusso. Fatto salvo il diritto di ogni bambino ad avere una vita familiare, che senso avrebbe  procedere interrompendo un rapporto affettivo con l’Italia che continuava da anni? Non ha più senso invece fraternizzare la doppia esperienza familiare di questi bambini? Perché un trauma inutile? Pongo la questione come fatto “preventivo” per il futuro della chiusura degli internati bielorussi. La seconda riguarda le opinioni di qualcuno dalla Bielorusia che pensa di non far venire alcuni bambini perché si sono comportati male durante l’anno. Ma perché si sono comportati male? Il soggiorno in Italia è un soggiorno terapeutico e sociale o una vacanza premio? Non ha un ruolo la famiglia italiana anche di appoggio psicologico e di positivo rimprovero che è più utile comunque di un secco abbandono?  Tanti sono ancora i problemi aperti coi bambini… stiamo lavorando per loro. Come sempre appassionatamente.





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