BelarusNews - Portale di Informazione sulla Bielorussia

www.BelarusNews.it

 

Il presidente AVIB anticipa il suo viaggio a Minsk Stampa E-mail
Scritto da Raffaele Iosa   
Facebook!
Ho deciso, con la cordiale condivisione delle autorità locali e  del Consiglio di Presidenza Avib,  di anticipare la mia visita a Minsk la settimana prossima, dal 17 al 19 settembre per colloqui utili a consolidare le nostre attività di accoglienza e cooperazione, tenendo conto del grande successo del nostro lavoro di questa estate (vedi la mia dichiarazione dei giorni scorsi) e i segnali di interesse pervenuti sulla necessità di accelerare lo sviluppo della qualità delle nostre relazioni. Con la solita trasparenza che permea la nostra federazione (vedi il mio resoconto del precedente viaggio), riferirò al ritorno alle nostre associazioni e alle istituzioni.

Il ripreso consenso della nostra federazione, cui fa fede il forte aumento delle re-iscrizioni e delle nuove adesioni, ci responsabilizzano ancora di più ad accelerare i contatti, in modo da dare quanto prima prospettiva progettuale al nostro futuro. Per fugare alcuni “sentito dire” e preoccupazioni senza  fondamento che stanno girando in queste ore, preciso meglio lo scopo del  viaggio e il motivo della sua anticipazione alla prossima settimana. Prima di tutto e soprattutto: ci provengono segnali dalla Bielorussia di comune soddisfazione su come funzionano le accoglienze dopo l’accordo tra i due governi, il primo e finora l’unico che la Bielorussia ha firmato. Anzi, un modello di relazione internazionale  sul quale abbiamo letto con piacere le recenti dichiarazioni positive del  ministro dell’istruzione Radkov. Ma a seguito anche del complicato caso di trattenimento di una ragazza diciassettenne negli Stati Uniti, si è aperta una doverosa riflessione da parte bielorussa sulle modalità di accoglienza e sulla necessità di avere regole più chiare tra i diversi paesi, appunto sul modello Italia. Su questa base sono nate discussioni ancora informali con varie tesi in campo per diverse ipotesi allo studio sulle frequenze dell’accoglienza, l’età dei ragazzi, la cooperazione, le finalità, ecc….Ma è doveroso precisare che questi studi non riguardano il nostro paese, che anzi rappresenta un buon esempio di collaborazione,  confermata così com’è. La discussione è centrata invece sul  fatto che nei diversi paesi del mondo vi sono  diverse legislazioni in fatto di minori. Il nostro, ad esempio è favorito perché  la normativa sulla tutela dei minori ha la medesima ratio della Bielorussia. Così non è, ad esempio, negli Stati Uniti dove la maggiore età è diversa e diverso il diritto all’autonomia, che da noi non c’è perché vige sui minori la patria potestà fino ai 18 anni, come in Bielorussia. Non vi è quindi alcuna manovra segreta in corso né  crisi sul nostro accordo, ma una giusta riflessione che mette insieme questioni giuridiche e questioni educative e di qualità sulle accoglienze.  D’altra parte qualsiasi ipotesi di modificazione degli accordi non potrebbe che essere bilaterale, escludendo insomma decisioni unilaterali non condivise, meno che mai con l’Italia che in questa fase vive un periodo di relazioni più che positive non solo sul fronte del volontariato ma anche delle politiche europee verso la Bielorussia. Non vi è dunque alcun elemento che faccia sospettare cambiamenti o restringimenti particolari nei nostri confronti, anzi vi sono da precisare le prospettive di sviluppo! Per questo la riflessione aperta in Bielorussia ha bisogno ancora di più della conferma del nostro punto di vista  e dell’aiuto della nostra esperienza (sulle modalità di accoglienza, l’età dei ragazzi, ma soprattutto gli obiettivi di qualità educativa e sociale) per sviluppare ulteriormente un quadro di lavoro che migliori ulteriormente la cooperazione.  Ecco perché l’anticipazione del mio viaggio. Ho già detto la nostra linea: pacta sunt servanda, per l’AVIB gli accordi non si toccano ma si devono migliorare e aumentare le opportunità, dobbiamo passare sempre più dall’aiuto allo scambio, vogliamo aumentare l’impegno comune per i ragazzi con disagio sociale e lo sviluppo della cooperazione decentrata di qualità in Bielorussia. Indietro non si torna. Le autorità bielorusse ci aspettano con lo stesso  spirito collaborativo, e quindi prego di smorzare le preoccupazioni che ho raccolto in queste ore su  alcuni possibili rischi di restringimento. Il terreno reciproco è ben fertilizzato da un positivo periodo di collaborazione. Da qui partiamo. Piuttosto non vorrei colpi di coda di parte italiana, con restringimenti delle regole di accoglienze, magari su spinte interne. Sarebbe semplicemente masochista! Per queste ragioni, assieme al biglietto di viaggio per Minsk, ho preparato e inviato lettere al Ministro del welfare e alla Commissione bicamerale per l’infanzia con la richiesta di incontro urgente, sollecitando lo sviluppo di ancora migliori rapporti di collaborazione  tra i due paesi per una linea ancora più aperta e costruttiva. In quella sede chiederemo, ad esempio, maggiore apertura  sul tormentone dei 90 giorni che va rivisto non astrattamente, ma sulla base della condivisione di alcuni criteri di qualità delle accoglienze che sappiano diversificare le autorizzazioni sulla base delle effettive qualità progettuali. Da sempre sosteniamo che anche una sola settimana se fatta male fa male ai bambini. Da sempre non conta quanto, conta soprattutto il come. Chiediamo un ruolo più propositivo da parte delle nostre autorità per garantire lo sviluppo del nostro straordinario movimento d’amicizia, favorendo le accoglienze, sapendo meglio premiare la qualità, ma insieme lavorando meglio con la Bielorussia con una partnership più attiva e a tutto campo su tutti i temi, anche  economici, culturali, sociali. E’ giunta l’ora, ad esempio, che i criteri di qualità (non solo di quantità) delle accoglienze vengano più condivisi dai due paesi, e non lasciati a triangolazioni non sempre precise tra associazioni, il Comin, il Ministero bielorusso,  in modo spesso separato. Vogliamo anche far conoscere meglio la bontà del nostro lavoro in Italia e in Bielorussia, spesso non conosciuto del tutto sia qui che lì.  Le condizioni di partenza sono  buone da  parte bielorussa,  mi attendo colloqui franchi e costruttivi. Presenterò con  la giusta franchezza e serietà, anche scientifica, le nostre esperienze per le quali ho pronto un buon dossier che argomenta la positività delle nostre famiglie ospitanti nell’evoluzione dei ragazzi bielorussi se  sono garantite positive e serene condizioni di accoglienza e partnership. Chiedo quindi altrettanta serenità e solidarietà durante questo secondo viaggio, sicuri tutti che al mio ritorno riferirò con chiarezza, ma sicuro anche che i “sentito dire” in questo momento sono solo pettegolezzi del tutto inutili e dannosi.





Salva articolo su SalvaSiti.com!Figo: lo DIGO!Reddit!Del.icio.us!Google!Live!Technorati!Yahoo!
< Precedente   Prossimo >

 

Advertisement
Articoli più letti

 

Ricerca personalizzata