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Lasciateci aiutare i bambini bielorussi Stampa E-mail
Scritto da Associazioni Operanti in Bielorussia   
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Le Associazioni italiane operanti nella Repubblica di Belarus, riunitasi il Roma il 24/11/2006 per discutere della situazione venutasi a creare a seguito del rinvio dell’incontro della Commissione interministeriale italiana con le Autorità Governative bielorusse atte a definire un accordo bilaterale che avrebbe dovuto permettere il ripristino delle condizioni di accoglienza dei bambini bielorussi in Italia dal mese di dicembre, chiedono che non si tralasci alcun dettaglio che possa continuare ad alimentare l’azione diplomatica atta a ripristinare le condizioni necessarie per far riprendere le trattative.

Tutte le Associazioni firmatarie di questo appello concordano che si debbano separare gli aspetti politici e le risoluzioni dell’UE da quelli legati alle sole questioni inerenti gli aiuti umanitari alla popolazione infantile bielorussa. Tutte le famiglie italiane in attesa di ospitare i bambini nel mese di dicembre si sono rivolte a noi con un appello: “Lasciateci aiutare i bambini bielorussi” che noi trasferiamo semplicemente all’attenzione del  Ministero della Solidarietà Sociale P. Ferrero che ha voluto ascoltarci ed incontrarci per individuare possibili strategie atte alla risoluzioni delle problematiche. Le Associazioni nel ribadire la necessità di apprendere tale questione non irrigidendosi e trincerandosi dietro la propria verità ma ricercando, attraverso i canali diplomatici, tutte quelle soluzioni che possano essere propedeutico al ripristino di un clima favorevole all’incontro tra le parti per addivenire ad un’ipotesi di accordo bilaterale. L’appello che ci sentiamo di fare è di non tralasciare alcuna strada inesplorata di carattere diplomatico occorrente a riportare un minimo di serenità per consentire di apprendere i temi di un possibile accordo bilaterale che prevede:

  1. L’esperienza dell’accoglienza dei bambini tipicamente italiana è caratterizzata dall’inserimento in famiglia e dal ruolo esercitato dalle stesse di carattere formativo ed educativo escludendo ipotesi di utilizzo di strutture per bambini provenienti da istituto.
  2. L’esperienza di accoglienza di bambini in Italia è sempre stata caratterizzata dall’uniformità dell’intervento a favore dei bambini senza dividere coloro provenienti da famiglie che da quelli da istituto, anzi ricercando possibili esperienze di integrazione.
  3. Offrire le garanzie, attraverso le Associazioni proponenti il progetto di accoglienza, alle Autorità governative bielorusse che i bambini ospiti faranno, tutti, ritorno in Belarus così come è sempre è avvenuto in questi quindici anni di accoglienza  che ha visto crescere il movimento associativo italiano (350 associazioni) sino a raggiungere, attraverso la disponibilità delle famiglie italiane, le oltre 30.000 ospitalità annuali di bambini bielorussi.
  4. Pur non essendo compito istituzionale dell’AVIB, ci sentiamo  di proporre di inserire nell’accordo bilaterale la definizione delle posizioni di tutte quelle famiglie italiane (154) in attesa di poter adottare un bambino bielorusso, avendo seguito l’intero iter procedurale, dal lontano 2004 e definendo anche la posizione di tutte quelle in lista di attesa (n.450) che nel frattempo sono state prese in carico dagli Enti Autorizzati.




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