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Bilancio della visita del Cardinal Bertone in Bielorussia Stampa E-mail
Scritto da S.E. Tarcisio Bertone - Zenit.org   
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CITTA' DEL VATICANO - In Bielorussia attualmente c'è “un clima non solo di tolleranza, ma di concordia, di vera concordia tra le varie confessioni e soprattutto tra le confessioni cristiane”, ha rivelato il Cardinale Tarcisio Bertone in un'intervista concessa congiuntamente alla “Radio Vaticana”, a “L'Osservatore Romano” e al Centro Televisivo Vaticano. Il Segretario di Stato del Papa, che ha compiuto un viaggio ufficiale nel Paese a giugno, si è mostrato molto soddisfatto per il risultato della visita, sia per gli incontri con le comunità cristiane che per quelli con le autorità. Il porporato ha sottolineato soprattutto il “momento oserei quasi dire idilliaco di concordia, di rispetto e di promozione reciproca delle iniziative delle diverse Chiese”. “Ho incontrato il Metropolita ortodosso di Bielorussia, Filarete, che fa capo al Patriarcato di Mosca, e i gerarchi ortodossi sono stati presenti a ogni mia solenne celebrazione. A Grodno ad esempio era presente il Vescovo ortodosso di Grodno, a Minsk un rappresentante della Chiesa ortodossa bielorussa”, ha spiegato. Tra le altre questioni, il Cardinal Bertone si è riferito al fatto che con il Metropolita si concorda sulla necessità di promuovere la presenza di segni religiosi nella società. “C'è anche una sana emulazione e collaborazione nella costruzione delle chiese, nel piantare i segni religiosi. Lui mi ha fatto vedere la galleria di tutte le chiese nuove costruite da quando è Metropolita, e così apprezza anche che la Chiesa cattolica costruisca questi segni della presenza di Dio in mezzo agli uomini”.

Tra i latini e i greco-cattolici, ha aggiunto, il rapporto è “molto fraterno”. “C'è un visitatore greco-cattolico per i greco-cattolici di Bielorussia invitato a partecipare regolarmente alle riunioni della Conferenza Episcopale”, mentre egli stesso ha visitato il centro greco-cattolico di Minsk. Il Cardinale ha anche sottolineato la presenza, nella sua ultima celebrazione a Minsk, del rappresentante della Chiesa luterana e dell'Alleanza Biblica Mondiale, così come del rappresentante della comunità musulmana. Oltre al dialogo ecumenico, il Cardinal Bertone ha rimarcato l'importanza del dialogo tra fede e ragione. “In Bielorussia c'è molta sete di questo confronto, molta sete di Dio e delle ragioni di Dio rispetto alle ragioni dell'uomo”, ha constatato. Questo confronto, “soffocato durante la dittatura comunista, riemerge. Nella Università statale di Minsk c'è una bella Facoltà di Teologia, frequentata da ortodossi e da cattolici”, così come da “non credenti che vogliono confrontarsi con le ragioni della fede”. Il porporato ha quindi ricordato il clima cordiale degli incontri con il Presidente della Repubblica, Aleksandr Lukašenko, con il Ministro degli Esteri e con il presidente del Comitato per gli Affari Religiosi e le Minoranze Etniche del Consiglio dei Ministri. “Gli incontri sono stati molto positivi e abbiamo raggiunto dei risultati concreti: anzitutto, c'è una prospettiva che sta facendosi strada, di stipulare un accordo vero e proprio con la Bielorussia”, ha affermato, lodando il “clima di collaborazione anche a livello diplomatico”. “Credo che in Bielorussia, come peraltro negli altri Paesi soprattutto dell'area dell'Europa orientale, abbiamo aperto vie nuove che forse erano fino a poco tempo fa impensabili. Questo dimostra l'opportunità degli incontri personali, degli incontri faccia a faccia con i responsabili della vita civile o dei governi delle diverse Nazioni”. Quanto alla comunità cattolica bielorussa, il Cardinale ha spiegato che si tratta di “una minoranza, ma numerosa e attiva; una minoranza che professa pubblicamente e, direi, entusiasticamente la propria fede”. “I cattolici contribuiscono attraverso una testimonianza dei valori che sono apprezzati anche dalla società e dall'autorità pubblica: il valore della vita, della famiglia, dell'educazione, della cura della salute, con tante iniziative di carattere solidaristico e sociale”. Il porporato ha apprezzato il lavoro della Caritas, soprattutto nei confronti delle vittime dell'incidente di Chernobyl. Dall'altro lato, ha sottolineato la forte presenza dei giovani nelle comunità cattoliche, “una presenza continua e cospicua in tutte le celebrazioni, in tutte le manifestazioni pubbliche”. In particolare, si è detto molto colpito dalla figura del Cardinale Kazimierz Swiatek, sopravvissuto alla persecuzione comunista contro la Chiesa, che ha incontrato durante la sua visita. “Questo grande vecchio che ha sofferto tanto nella sua vita e che sta per compiere 94 anni l'ho incontrato a Pinsk, e continua a lavorare con una forza straordinaria; a lavorare apostolicamente, con un progetto pastorale, con impegno veramente ammirevole”. “Ci eravamo già incontrati parecchie volte, ma vederlo in loco, vederlo nella sua diocesi di Pinsk, e vedere di quale amore, di quale stima è circondato mi ha fortemente colpito”. I giovani, in un recital svoltosi in quei giorni, “hanno parlato dei martiri, dei testimoni del passato e dei testimoni viventi, e allora hanno portato un mazzo di fiori, un dono al Cardinale Swiatek, come al testimone vivente, incrollabile di una fede che non vacilla, di una storia di fede che continua”.

 

Tratto da www.zenit.org 





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