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Il presidente AVIB sul MAVI: “E’ il vecchio che torna” Stampa E-mail
Scritto da Raffaele Iosa   
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Ho appreso che sabato scorso sarebbe stato fondato un movimento “alternativo” all’AVIB.  Per la verità so molto di più e la cosa  è particolarmente sgradevole, non serve alle famiglie accoglienti né alle tante associazioni che lavorano seriamente. Si tratta, per la verità, di roba vecchia. Ho il dovere di trasparenza di raccontare i fatti, come mi sono sempre promesso. La riunione è stata promossa da Giorgio Ilari, proprietario della Juventus viaggi, che ha il suo massimo volume di affari con i nostri viaggi. Con Ilari io avevo parlato “a nome delle famiglie” per contrattare con lui un’ipotesi seriamente commerciale che migliorasse i voli e ovviamente cercasse di far risparmiare le famiglie. Io lavoro alla luce del sole e lavoro non per Ilari ma per le famiglie. Però sono dell’idea che si deve volare Belavia per aiutare i bielorussi.

Probabilmente il sig. Ilari non si è fidato e preferisce lavorare in altro modo. Alle famiglie e alle associazioni che pagano cospicue cifre il giudizio. E all’AVIB una presa di coscienza di come si debba lasciare stili amicali del passato per praticare più corrette azioni commerciali. C’era Geo Bosini, che ha un’associazione di 8 (otto) famiglie ma soprattutto vanta una soi disant amicizia con il ministro Giovanardi. Per Giovanardi Bosini ha fatto telefonate e proposto riunioni all’associazionismo per la campagna elettorale. Cosa perfettamente lecita sul piano civile e penale, ma che io non avrei mai fatto: per me contano i bambini e le famiglie. Sappiamo poi che questo “amicalismo” da sempre non porta lontano. Si veda cos’è successo nei cinque anni del primo governo Berlusconi sulle adozioni con la Bielorussia! C’era il sign. De Cicco, presidente Puer, un’associazione in crisi dopo il caso Cogoleto e che io avevo già sentito per solidarietà e per trovare insieme una vera unità di tutti. E c’era Fabrizio Pacifici, presidente di Aiutiamoli a Vivere, ma anche vicepresidente di un ente che fa adozioni, ma anche componente del Comitato Nazionale Minori Stranieri, ma anche uno che essendo sui 4.000 bambini/anno vuol fare da solo, ma fare anche tutto lui, anche in Bielorussia. C’era anche Francesco Bia, che sarebbe stato eletto anche nel Comitato di Presidenza Avib e che mi ha fatto telefonate esplicative e giustificative che lo hanno ancora ingarbugliato ancora di più, dimostrandomi la sua ingenuità, la qual cosa mi addolora anche sul piano personale. In tutto una somma-base di non più di 6.000 bambini, un MAVI in cerca di pubblicità (prezzi più bassi col monopolio? Adozioni più facili per gli amici? Permessi studio dati agli amici?) con un messaggio di divisione che sarà accettato molto male in Bielorussia, da cui sono appena tornato e in cui questa somma di storie (e di persone) ha creato spesso più problemi che soluzioni. Però penso ai messaggi  subliminali che arriveranno alle famiglie da questa vicenda,  il grande sconcerto  che provocherà,  la percezione di una guerra per bande, oppure come pare a me un’intesa di “piccolo vertice”, per fare gli interessi di alcune associazioni, delle loro burocrazie e del clientelismo politico. Cioè tutto quello che aveva già pesato nella precedente gestione dell’AVIB e che il povero Antonio Bianchi aveva dolorosamente patito. E che non può tornare più, nell’interesse dei bambini e delle famiglie. Di Pacifici e Di Cicco si sa anche di un loro accordo per darsi il “cambio” al Comitato Nazionale Minori Stranieri. Si veda al proposito la mia proposta di avere invece una persona di alta competenza professionale ed etica, al di fuori di tutti noi ma amica nostra. Il vecchio che torna! Io lavoro per l’unità di tutto il movimento delle accoglienze, le mie idee le conoscono tutti e le ho scritte e inviate a migliaia di persone nella newsletter della settimana scorsa, ho dato una scossa all’AVIB raccogliendo un grande consenso. La mia squadra di presidenza lavora compatta e vuole arrivare a marzo con un’AVIB totalmente nuovo. Già gli effetti si sentono. Abbiamo numerose richieste di iscrizione e re-iscrizione, ma c’è di più. Ad esempio mi telefonano sezioni della Puer per chiederci di lasciare quell’associazione perché troppo costosa e burocratica, ma io finora avevo detto di restare per lavorare meglio insieme. Devo cambiare proposta? Tra Pacifici e Di Cicco ci sarebbe l’intenzione di fare vietare al Comin il passaggio di famiglie da un’associazione all’altra, ma potranno mai fermare interi gruppi cittadini e sezioni territoriali in crisi con un’associazione in crisi? Io volevo volentieri aiutare la Puer, perché ha una sua storia e la mia nota sul caso Cogoleto ne dava il segnale. Ma così è la vita, così spesso finiscono le cose più belle. Io invece continuerò a battermi in questi nove mesi per costruire un movimento unitario, alla luce del sole, senza alcun interesse che quello dei bambini bielorussi e delle famiglie italiane. Perfino dal nome (MAVI) che scimmiotta il nostro, sembra che questi amici abbiano poca fantasia ma voglia di competere. Io non ho nessuna paura della competizione, mi batterò sempre per i nostri valori, ma chiedo a tutti di essere unitari, di cercare l’armonia e il rispetto reciproco. Divisi si perde, ma se dovessimo essere divisi io mi batterò per avere gran parte della famiglie nell’AVIB, dando a loro la parola (ho già garantito una grande consultazione che loro non si sogneranno mai di dare), e dando da subito un aiuto originale ed apprezzato (il telefono SOS Avib 24 ore su 24). Tutta la vicenda mi addolora molto, ma non sul piano personale. Ho la mia vita e la mia carriera e non ho bisogno del volontariato né per vivere né per il mio narcisismo. Per questo chiedo a tutte le famiglie di prestare molta attenzione al “vecchio che torna”, di chiedere alle loro associazioni di essere unite e non conflittuali. Nell’interesse dei bambini. Quindi fin che sarò presidente dell’AVIB chiederò a questi Soci Fondatori del MIVA di ripensarci, di trovare sempre una linea unitaria. Se possibile chiedo anche di non copiare i miei programmi, come vedo dalle scopiazzature del loro primo testo (tanto varrebbe lavorare insieme….). Sto pensando alla figuraccia in Bielorussia, dove dall’Ambasciatore Cappello alla vice ministra Kovaliova ci è stata chiesta unità, unità, unità. E soprattutto serietà. E hanno capito il mio impegno, del quale ho avuto segni di stima e anche comprensione perché sanno quanto sia difficile tener uniti tanti galli in un pollaio. Come l’ha capito il dott. Mauro Valeri, che io avevo nominato nella mia nota sulla stramberia tra controllore e controllato di Fabrizio Pacifici dentro il Comitato Minori Stranieri. Valeri è uno psicanalista e psicologo di grande umanità e spessore che stima molto le nostre famiglie, che conosce il Comitato Minori Stranieri perché ci ha lavorato, e che ha un qualcosa di più di dubbi sulle bagarre di certe associazioni,  che lui ha visto da dentro. Ed è per questo, per richiamare all’unità, che confermo la mia proposta sul Comitato Minori stranieri e cito qui la bellissima lettera che Valeri mi ha scritto, che fa capire molto di più dei pettegolezzi di queste ore quanto non abbiamo più bisogno del vecchio, ma di unità che sappia di nuovo.

 

Caro Raffaele,
intanto auguri per il tuo nuovo incarico, che so essere tutt'altro che semplice. Ho letto della "annosa" questione della confusione di ruoli all'interno del CMS, che penso sia stato un errore non averla voluta affrontare seriamente e serenamente già in passato. Sono ovviamente lieto delle parole di stima che hai espresso nei miei confronti, stima che contraccambio nonostante i non frequenti contatti diretti. Anche se i miei impegni in questo momento mi hanno portato su altre tematiche, sono comunque sempre disponibile a dare il mio contributo laddove ci sia davvero voglia di capire e valorizzare un fenomeno così complesso come quello dell'accoglienza, che, specie di questi tempi, rischia di essere "interpretato" semplicisticamente come un fenomeno residuale o peggio di mero interesse economico. Buon lavoro e a presto.
Mauro Valeri

 

Sono arrivati i bambini, avremmo bisogno di gioia e di collaborazione tra tutti. Questo io cercherò di fare sempre. E intanto sono felice di appartenere per la mia ragazzina bielorussa a quelle 20.000 famiglie che con me godono le parole, i gesti, le azioni di un amore gratuito e sereno. Io sono prima di tutto una famiglia accogliente, poi presidente pro tempore di un carrozzone che vorrei per i bambini fosse agile, serio, utile. Buone vacanze comunque.




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