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LibertÓ, SolidarietÓ, Speranza Stampa E-mail
Scritto da Fabrizio Pacifici   
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Abbiamo partecipato con aspettative e paure derivanti da notizie che giungevano in Italia e che avevano  allarmato tutte le Associazioni di Volontariato che accolgono bambini bielorussi, alla prima Conferenza “Le prospettive della collaborazione bielorussa-italiana nell’ambito dell’attività umanitaria” organizzata a Minsk nei giorni 24 e 25 Aprile 2008 dal Dipartimento delle Attività Umanitarie dell’Amministrazione  del Presidente della Repubblica di Belarus. Dopo la giornata del 24 Aprile, dove le paure dei rappresentanti delle Associazioni Italiane continuavano a lievitare dato che i rappresentanti del Dipartimento delle Attività Umanitarie dell’Amministrazione del Presidente della Repubblica di Belarus chiedono sostegno alle due Case – Famiglia di Yanovskie e Mikhalevy che ci facevano visitare, alla struttura ospitante ragazzi tetraplegici e soprattutto al Centro “Planeta” destinato ad accogliere bambini bielorussi per i soggiorni estivi.
Nella giornata del 25 Aprile 2008 nella relazione introduttiva dei lavori, il Direttore del Dipartimento Koliada  A. V.  fugava ogni dubbio e nell’analizzare e ringraziare per il lavoro svolto dalle Associazioni Italiane chiedeva apertamente comprensione ed aiuto per ristrutturare il Centro “Planeta” atto ad ospitare i bambini bielorussi bisognosi di soggiorni estivi. La richiesta veniva rivolta ai Presidenti delle 20 Associazioni Italiane presenti dopo che nel maxi – schermo era stato proiettato un dato che aveva stupito tutti i presenti. Veniva riportato il grafico dell’accoglienza del 2007 con tutti i paesi del mondo dediti all’esperienza dell’accoglienza di bambini bielorussi. Il dato sorprendente che dopo 22 anni dal disastro nucleare di Cernobyl l’Italia continuava ad avere un primato decisamente prezioso con le sue 22.000 accoglienze , contro le 8.000 dei tedeschi, le 1.500 degli spagnoli sino alle poche centinaia degli Stati Uniti. Il nostro intervento tentava a riportare la discussione sul valore dei dati e delle progettualità di cooperazione attivate dalle Associazioni Italiane ringraziando le Autorità bielorusse per aver scelto delle date cosi importanti per fare tali approfondimenti. Infatti il 25 Aprile in Italia si festeggia la liberazione dall’occupazione nazista  con la ritrovata democrazia e libertà, il 26 Aprile si ricorda il disastro nucleare di Cernobyl del 1986 che spinse il mondo intero ad interrogarsi sul suo modello di sviluppo ed a costruire un modello di solidarietà globale ancora in atto ed infine il 27 Aprile dove si festeggia la Pasqua Ortodossa e dove il Cristo risorto consegna a tutti i popoli, vincendo la morte e la disperazione, una rinnovata speranza di pace e di vita. Nella sala della Conferenza risuonava finalmente il tema della Libertà, della Solidarietà, e della Speranza. La Liberta contro ogni forma di oppressione, la Solidarietà che può ricreare ambienti e restituire serenità, ed infine quella speranza che tutti i bambini accolti dalle famiglie italiane hanno in un futuro che li dovrà vedere protagonisti del loro miglioramento di vita. Soltanto in quel momento abbiamo potuto chiedere alle Autorità Governative Bielorusse presenti di riflettere sulla proposta di far fare i soggiorni estivi ai bambini nella Repubblica di Belarus in parziale alternativa a quelli esistenti in Italia. La centralità dell’accoglienza dei bambini bielorussi in famiglia italiana è il motore di tutta la cooperazione e la Progettualità esistente in Belarus perché le Associazioni italiane non possono contare su un sostegno Istituzionale ma soltanto sulle risorse acquisite giornalmente attraverso il loro impegno  volontario e di tutte quelle famiglie che credono in questo straordinario movimento di famiglie  nato e cresciuto attraverso l’aver toccato con mano, avendoli accolti in famiglie come uno dei loro figli, i reali bisogni dei bambini bielorussi. Sapere che l’Accordo del 10 Maggio 2007 ha determinato una rinnovata serenità e  che originerà nel 2008, dopo il culmine delle accoglienze del 2006 dove si raggiunsero le 36.000 unità, nuova crescita fa ben sperare a tutto il movimento associativo caduto .in una profonda crisi  dopo il blocco del 2006 perdendo oltre 10.000 accoglienze e assestandosi nel 2007 sulle 22.000 accoglienze. Il lavoro delle Istituzioni italiane - bielorusse  che firmarono l’atteso accordo  supportata dalla rinnovata capacità organizzativa delle Associazioni Italiane e soprattutto dalle  famiglie  che non hanno mai perso la speranza di poter riabbracciare il bambino bielorusso ospitato gli anni precedenti, hanno determinato questa spinta in avanti. Abbiamo proposto alle Autorità bielorusse  di ripensare alle loro strategie sull’accoglienza e di supportare lo sforzo fatto da migliaia di famiglie italiane che auspicano un futuro migliore per tutti i bambini bielorussi. Sperimentare percorsi di inserimento lavorativo, azioni di sostegno per attività professionali determinate dalle capacità dell’individuo ed aiuti concreti al raggiungimento della laurea per i più meritevoli negli studi sarà sicuramente coinvolgente e determinante per il futuro dei bambini senza dimenticare l’azione preziosa delle piccole Associazioni che attraverso le micro – progettualità hanno alimentato e continuano ad alimentare l’economia della Repubblica di Belarus. Parimenti sostenere tutte quelle azioni, progetti ed interventi destinati ai bambini malati (oncologici, mucoviscidosi, audiolesi, ..) sancirebbe la fine dello “spontaneismo” odierno a favore della “consapevolezza” che è arrivato il momento di organizzare interventi ben inscritti in una programmazione definita con il sistema sanitario della Repubblica di Belarus. Tutto questo patrimonio di conoscenza, attività, iniziative ed interventi sono a disposizione del Movimento Associativo dell’Accoglienza dei bambini bielorussi e nessuno potrà disperderlo proprio oggi che, interrogandosi di fronte alle Autorità Governative bielorusse, ha scoperto di essere portatore di valori come quelli della Libertà di organizzarsi e dar vita a piccole o grandi Associazioni di famiglie, come quello della solidarietà capace di alleviare sofferenze e restituire serenità e soprattutto credere nella speranza di poter restituire un futuro a tutti quei bambini che chiedono soltanto di essere amati. Non disperdiamo questo patrimonio e questo primato che fanno dell’Italia la prima nazione al mondo nel numero dei bambini bielorussi accolti in famiglie facendo si che  si possa conoscere la nostra cultura, il nostro popolo, il nostro essere quotidiano non soltanto per le negatività (mafia o rifiuti), ma per quelle positività in grado di alimentare una solidarietà globale destinate a salvare la nostra umanità.




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