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21500 minori bielorussi in Italia nel 2007 Stampa E-mail
Scritto da Redazione di www.belarusnews.it   
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Lo scorso anno, in linea con i programmi di cooperazione della Belarus con le organizzazioni non-governative straniere, 44.500 bambini hanno svolto il loro risanamento in 23 nazioni, grazie all’assistenza estera gratuita. Secondo Alexander Koyada, direttore del dipartimento delle Attività Umanitarie della Presidenza della Belarus, 43.700 bambini hanno goduto del risanamento come parte di gruppi organizzati generali ed 800 bambini all’interno di gruppi speciali. Come negli anni precedenti i maggiori paesi ospitanti sono stati: l’Italia (21.500 bambini), la Germania (8.300), il Regno Unito (2.900), la Spagna (2.700), l’Irlanda (2.200), il Belgio (1.700), gli Stati Uniti (1.200) ed i Paesi Bassi (1.100). Alexander Kolyada ha sottolineato che i progetti umanitari per il risanamento dei bambini all’estero, hanno riguardato tutte le parti del paese ed in primo luogo le zone colpite dalla catastrofe di Chernobyl come la regione di Gomel con 19.200 bambini (il 43% del totale di coloro che hanno effettuato il risanamento all’estero) e la regione di Mogilev con 8.700 bambini (il 19% del totale).

Nella selezione dei bambini di gruppi generali per il risanamento all’estero, la priorità viene data ai minori bielorussi che vivono nei territori contaminati (39%), ai bambini appartenenti a famiglie numerose o basso reddito (circa il 21%), a quelli degli orfanotri, prijut, case d’accoglienza (quasi il 15%). I bambini con malattie oncologiche in fase di remissione hanno costituito la maggior parte dei gruppi speciali, insieme ai bimbi con malattie degli organi interni (15%) e quelli con malattie del sangue (13%). Secondo le direttive del Presidente, un accordo intergovernativo italo-bielorusso sulle condizione del risanamento gratuito dei minori bielorussi in Italia, firmato il 10 maggio 2007 a Minsk, ha creato l’ambiente giuridico per garantire i diritti e gli interessi dei bambini bielorussi che soggiornano temporaneamente in territorio italiano, per il loro ritorno in patria nei tempi stabiliti. Nel 2007 non sono stati registrati tentativi, da parte delle famiglie italiane, di forzare i bambini a restare con loro dopo il periodo di riabilitazione.

 

Traduzione di ProgettoHumus da http://www.belta.by





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