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Lettera della Federazione AVIB alle Associazioni Stampa E-mail
Scritto da Antonio Bianchi   
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Con la partenza degli ultimi gruppi si è conclusa l’Accoglienza 2007, accoglienza che ben sappiamo è stata in forse fino alla fine; è quindi doveroso per tutti noi tracciare un bilancio di questo anno appena terminato. Il 2007 non è stato sicuramente un anno tranquillo per quanto riguarda l’Accoglienza; se i primi cinque mesi sono stati carichi di tensione e dubbi anche l’ultimo periodo è stato concitato e solo il Natale ci ha portato serenità. Tutto ciò non è però avvenuto per puro caso, dietro a tutto questo vi è stato un costante impegno profuso dai Membri del Consiglio di Presidenza della Federazione, ognuno di essi, con le proprie capacità e possibilità: di tempo e di conoscenza, ha operato per fare squadra, superando l’interesse della singola Associazione per promuovere e difendere gli interessi comuni delle Associazioni, delle Famiglie ma soprattutto dei bambini, di questo le Istituzioni sia italiane sia bielorusse ci hanno dato atto.

Purtroppo non sempre siamo riusciti a dare un’ informazione puntuale e diffusa del nostro operato ma solo dei risultati, che forse troppo spesso molti hanno dato per scontato o peggio “dovuto a priori”; cercheremo per il futuro di superare tale deficit, ma il Volontariato spesso è questo: AGIRE, ma poi non vi è la cultura dell’ apparire. Ma il nostro compito non si è sicuramente esaurito, il 2008 già si è preannunciato come un anno in cui gli impegni per la Federazione e le Associazioni saranno molteplici e certo non facili. Il nuovo anno sarà anche quello del II Congresso della Federazione quello che nell’ Assemblea di Roma ho titolato “O la svolta o il declino” il nostro operare si deve adeguare ai nuovi scenari internazionali ed essere sempre più incisivo e presente anche in Belarus. Un confronto costante, franco e non di parte con le Autorità di Belarus ha portato ad un rapporto reale fra il Volontariato italiano e le Istituzioni di quel Paese, portandoci finalmente quel riconoscimento di autorevolezza nel campo degli Aiuti Umanitari, inteso nel senso più ampio e completo del termine, che fino ad oggi era dato ad altri paesi ma non all’ Italia. Non veniamo più visti come 150 singoli che operano autonomamente, ma come Unità libere ed autonome che partecipano alla formazione della più grande entità di Volontariato operante in Belarus. L’attuale situazione politica italiana deve stimolarci ad un confronto franco, aperto a 360 gradi con le varie formazioni politiche perché ci venga riconosciuto ancora di più il nostro ruolo attivo e positivo nel campo della solidarietà internazionale e rivendicare con forza tutte quelle cose che da tempo chiediamo: diverso status dei minori accolti, affido internazionale, progetti studio, etc. Ma anche in questo caso dovremo essere uniti e non singole entità che tirano le varie giacchette. Quanto prima dovremo iniziare a confrontarci in quelle riunioni interregionali che ci siamo impegnati a tenere nell’ Assemblea di Roma, sia per discutere e costruire assieme la bozza del nuovo Statuto da portare al prossimo Congresso ma anche per creare assieme il documento di discussione dell’assise stessa.





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