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Bielorussia: chiuse ufficialmente le adozioni Stampa E-mail
Scritto da Sara De Carli – Vita.it   
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Fumata nera dalla missione tecnica in Bielorussia. I rappresentanti della Cai sono rientrati ieri da Minsk, portando cattive notizie. La missione ha incassato la formalizzazione ufficiale di ciò che si temeva da tempo: una volontà politica al massimo livello di chiudere le adozioni internazionali. Tatiana Kovaliova, vice Ministro dell'Istruzione della Bielorussia ha dichiarato infatti che non c'e' nulla da fare per le adozioni e che il blocco è da parte del presidente Lukashenko in persona. Ecco di seguito il resoconto ufficiale della Commissione adozioni internazionali. In data 22 gennaio 2008 si è svolta a Minsk la riunione del gruppo di lavoro previsto dal Protocollo di collaborazione del 22 marzo 2007 tra il Ministero dell'Istruzione della Repubblica di Belarus e la Commissione per le Adozioni Internazionali in materia di adozione di minori, allo scopo di definire una serie di pratiche adottive risalenti nel tempo e relative a minori ospiti di istituti che da anni frequentano le famiglie aspiranti all'adozione nel corso dei soggiorni di risanamento.
L'incontro era stato più volte sollecitato da parte italiana alla controparte bielorussa, al fine di verificare l'attuazione dell'intesa. Alla missione hanno partecipato il Cons. Daniele Cabras, Capo di Gabinetto del Ministro delle Politiche per la Famiglia, e la Dr.ssa Daniela Bacchetta, Vice Presidente della Commissione per le Adozioni Internazionali. Da parte bielorussa hanno partecipato all'incontro il Vice Ministro dell'Istruzione, Signora Kovalova, e la Responsabile del Centro delle Adozioni di Minsk, Signora Pospelova. Entrambe le delegazioni sono state assistite da funzionari dei rispettivi Ministeri degli Esteri; in particolare, la delegazione italiana è stata accompagnata dal Ministro Plenipotenziario Vincenza Lomonaco. Nel corso della riunione, la parte bielorussa ha espresso con chiarezza la determinazione delle proprie Autorità politiche, e segnatamente del Presidente della Repubblica, di considerare definitivamente chiuso il capitolo delle adozioni internazionali. Si tratta della conferma esplicita di quanto emerso nella fase attuativa del Protocollo, che ha visto la realizzazione, da parte dei competenti organi bielorussi, di poche adozioni, sulla base di criteri del tutto arbitrari. In particolare, le procedure di riesame delle pratiche giacenti presso il Centro per le adozioni internazionali di Minsk prima della data del 12 dicembre 2005, con l'eccezione di tre casi, si sono concluse negativamente sulla base di motivazioni assolutamente generiche, spesso in contrasto con la realtà dei fatti e comunque inconferenti con i contenuti del Protocollo e della stessa Convenzione dell'Aja. Si è inoltre verificato che le poche procedure relative all'inserimento di minori bielorussi nell'elenco relativo alle adozioni internazionali positivamente istruite a livello locale attraverso il coinvolgimento di una molteplicità di soggetti sono state bloccate dal vertice politico, nella persona del Ministro dell'Istruzione, senza addurre alcuna motivazione. Tanto constatato, la delegazione italiana ha peraltro proceduto ad esaminare ogni singola procedura, contestando il metodo seguito e le motivazioni addotte, quasi sempre incoerenti con il contenuto del Protocollo, sulla base delle quali le domande di adozione sono state respinte. La parte italiana, nell'esprimere il più vivo disappunto per l'arbitraria interpretazione del Protocollo e per l'attuazione meramente formale dello stesso, ha sottolineato che ciò manifesta la volontà della Bielorussia di non attuare la Convenzione de L'Aja anche nei rapporti con l'Italia, non tenendo fede agli impegni assunti con il Protocollo e frustrando le aspettative di centinaia di minori bielorussi e di altrettante famiglie italiane, che negli anni hanno instaurato forti legami affettivi con il sostegno e il favore delle stesse Autorità bielorusse, dei Direttori degli Istituti e dei Tutori dei minori, che hanno costantemente avvalorato la prospettiva dell'adozione. La delegazione italiana ha altresì rimarcato che tale atteggiamento avrà sicuri riflessi sulle relazioni bilaterali, innanzi tutto sul piano della cooperazione umanitaria, che deve sempre svolgersi nel pieno rispetto dei diritti dei minori. La Commissione per le Adozioni Internazionali si riserva, previa consultazione degli enti autorizzati e dei coordinamenti delle famiglie coinvolte, di assumere adeguate iniziative, anche con riferimento alle procedure di adozione in corso ovvero decise in senso sfavorevole.




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