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Comunicato del Coordinamento delle Famiglie Adottanti Stampa E-mail
Scritto da Coordinamento delle Famiglie Adottanti in Bielorussia   
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Facciamo riferimento al comunicato dell’AVIB del 19 u.s. relativo alle accoglienze invernali, all’articolo pubblicato da VITA il 18 u.s. sullo stesso argomento e ad alcune critiche recentemente manifestate su alcuni forum o direttamente al Coordinamento relativamente al nostro recente operato, per cercare di chiarire la nostra posizione rispetto alle accoglienze ed al rapporto con la Bielorussia.


Accoglienze

Al Coordinamento, come alle associazioni ed alle famiglie, sono giunte a più riprese e da varie fonti più o meno ufficiose, notizie allarmanti sull’intenzione di riproporre, da parte Bielorussa, un blocco delle accoglienze per i bambini di istituto, come già accadde lo scorso inverno. Ove tali notizie risultassero interamente o parzialmente non vere, saremmo ovviamente i primi a rallegrarcene, insieme a tutte le famiglie e le Associazioni. Apprendiamo con sollievo e fiducia che la stessa AVIB opera e opererà per il superamento di qualunque ostacolo  (che tuttavia, evidentemente, deve essersi manifestato) affinché tutti i bambini, senza distinzioni, possano tornare in Italia per le vacanze natalizie ed auspichiamo che tutte le Associazioni diano il loro contributo e sostegno affinché non vengano attuate discriminazioni fra i bambini, soprattutto fra quelli già accolti ripetutamente in passato. Per parte nostra, ribadiamo che saremo sempre disponibili per qualsiasi forma di collaborazione, essendo com’è ovvio “famiglie accoglienti” come tutte le altre e come tutte le altre in attesa dell’arrivo dei bambini. In relazione al pericolo di eventuali trattenimenti (le cui notizie al riguardo vengono misteriosamente diffuse da fonti sconosciute, sempre a ridosso dei soggiorni dei bambini), vogliamo ribadire, ancora una volta e con forza che, come Coordinamento delle famiglie adottanti, siamo sempre stati, e sempre saremo, contrari ad ogni tentativo di trattenere i bambini illegalmente, perché la nostra battaglia per ottenere il loro inserimento definitivo nelle nostre famiglie non potrà essere vinta che nel rispetto della legalità e con il riconoscimento pieno del loro e del nostro diritto ad essere una famiglia, per lo stato e per la società, oltre che per il cuore. E ciò perché questi bambini non devono pensare di essere stati “tolti” al proprio Paese, ma anzi devono avere la consapevolezza che i nostri due Paesi sono riusciti a superare ostacoli ed incomprensioni per rendere possibile la realizzazione del loro sogno di avere una famiglia. Abbiamo troppo rispetto della serenità dei bambini, di tutti e non solo di quelli che vogliamo adottare, delle famiglie che li ospitano e delle Associazioni che operano nel grande movimento di solidarietà verso la Bielorussia di cui siamo parte, per pensare di poter causare ulteriori danni e traumi ai bambini con azioni illegali e sconsiderate. Su questo non crediamo ci possano essere impartite lezioni da nessuno e del nostro pensiero ci può essere testimone il comportamento tenuto in questi anni e la posizione sempre espressa con fermezza, anche in occasione della crisi dello scorso anno che ci ha visto esporci - anche a livello personale - per il ristabilimento dei principi di legalità e di dialogo. Chi ha sbagliato non fa più parte del Coordinamento: ne è uscito nel momento stesso in cui si è messo contro la legge. Purtroppo la tranquillità dei soggiorni di risanamento, e quindi la serenità dei bambini, risente della mancata soluzione del problema “adozioni”; tuttavia, la responsabilità di ciò non può essere certamente attribuita – se si giudica in buona fede - alle famiglie italiane in attesa da adozione.

 

Adozioni

Nessuno può negare che il problema delle adozioni potrebbe risolversi facilmente se solo la Bielorussia attuasse i protocolli sottoscritti, rispettandone la lettera e lo spirito che sta in due principi fondamentali: ”la volontà dei bambini/ragazzi“ ed il “rispetto del legami affettivi esistenti”. Dobbiamo purtroppo constatare che così non è stato e che questi due principi sono stati fino ad oggi disattesi, in alcuni casi anche con motivazioni che appaiono in contrasto con il buon senso e l’interesse e la volontà dei minori. In questa situazione di sofferenza protratta e di delusione per i risultati quasi nulli prodotti dal Protocollo di marzo 2007 sulle adozioni, la linea della nostra azione si è inevitabilmente spostata dalla esclusiva e continua pressione sulle nostre Istituzioni, verso le quali in passato non sono state risparmiate critiche anche severe, alla presa d’atto, alla quale per tanto tempo non abbiamo voluto credere, che da parte Bielorussa non ci sia la reale volontà di rispettare gli accordi. Questo ha portato quindi, in alcune occasioni, ad adoperare toni meno diplomatici verso il Governo di un Paese che sta negando da anni a poche centinaia di bambini la possibilità di ricongiungersi alle famiglie che sentono come proprie e che, con il mancato rispetto degli accordi e con le mancate risposte alle richieste di dialogo avanzate dal Governo Italiano, sembra indifferente all’amicizia e alla solidarietà reciproca dei due popoli. Noi ribadiamo il nostro rispetto verso il popolo e le Istituzioni bielorusse e continueremo a chiedere al nostro Governo di fare di più, di superare steccati e incomprensioni per il bene di tutti i bambini. Ma l’amicizia si coltiva in due e il rispetto deve essere reciproco, altrimenti il dialogo diventa impossibile. Questo, e non altro, era e sarà il senso dei nostri comunicati ed ogni altra interpretazione è strumentale. Ed è con questo spirito che, per trovare altri canali di dialogo con il Governo Bielorusso, abbiamo chiesto alla Delegazione del Parlamento Europeo per i rapporti con la Bielorussia ed alla Delegazione del Consiglio D’Europa di interessarsi alle sorti di questi bambini. Lo abbiamo fatto prendendo esempio dall’ascolto ottenuto dalle famiglie adottanti in Romania presso alcuni parlamentari europei che stanno sostenendo la loro battaglia e nella speranza che questi organismi abbiano qualche argomento in più o qualche comprensione in più della politica Bielorussa che possa aiutarci a superare questa ingiusta e incomprensibile chiusura verso le adozioni. Con questo riteniamo di aver chiarito le nostre posizioni e i nostri intendimenti. Tutto quello che pensiamo e facciamo è alla luce del sole e per il bene dei bambini, per i quali siamo e rimaniamo l’unica vera famiglia. E’ per questi bambini che continueremo a lottare perché queste adozioni siano portate a termine e queste famiglie siano finalmente riunite. Non percorriamo strade traverse, non pratichiamo la disinformazione ed il sospetto, siamo sempre pronti a spiegare le ragioni nostre e dei nostri bambini a chiunque, in Italia o in Bielorussia, sia contrario alle adozioni e si voglia confrontare a viso aperto con noi. Ribadiamo a tutte le famiglie che ci hanno delegato a rappresentarle che questo Coordinamento esiste e può continuare a vivere solo se è in armonia con i loro sentimenti e le loro intenzioni e pertanto le invitiamo ad evidenziarci, tramite contatti diretti o con messaggi sul nostro indirizzo di , ogni dubbio o suggerimento per il proseguimento della nostra battaglia comune.




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