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La MATRIOSKA in Bielorussia Stampa E-mail
Scritto da Ilaria Meneghel   
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A tutti sarà capitato di vedere almeno una volta in Bielorussia una MATRIOSKA esposta su qualche banchetto del mercato o in qualche abitazione. La matrioska è il souvenir sovietico per eccellenza. In molti le apprezzano, alcuni le collezionano, ma probabilmente in pochi sanno la storia della matrioska e delle sue origini ed è per questo che decidiamo di raccontarvi la sua “leggenda”. Come tutti sanno la MATRIOSKA (in russo “matrioshka”  - матрёшка) è un insieme di bambole in legno di diverse dimensioni, ognuna delle quali è inseribile in una di un formato più grande. La prima matrioska di cui si ha notizia risale alla fine del XIX secolo, periodo russo molto ricco di cambiamenti dal punto di vista sociale ed epoca di grande sviluppo culturale.
Nell'anno 1900, all'Esposizione mondiale di Parigi, la matrioska fu premiata e riconosciuta come simbolo della tradizione russa per la sua popolarità in tutto il mondo. Da allora ha rispecchiato nella sua espressione artistica la vita e la storia della Russia. L’ideatore di questo originale oggetto fu Sasha Mamontov. Egli allestì un laboratorio-negozio in cui venivano creati dei giocattoli per bambini, in particolare bambole etnografiche (almeno come tali verrebbero definite oggi), ovvero vestite con i costumi tradizionali regionali, ognuno diverso a seconda del villaggio di provenienza. Mamontov importò anche molti giocattoli in ogni parte del mondo. A colpirlo fu un pezzo in legno importato da un’isola giapponese raffigurante un personaggio del buddismo, più precisamente un vecchio saggio molto popolare.  Tale figura conteneva al suo interno altre quattro figurine. I giapponesi sostenevano che la prima di quelle figure era stata fatta da un monaco russo. Fu questo fatto, pare, a suggerire l'idea della realizzazione della prima matrioska. Il prototipo giapponese della matrioska potrebbe a sua volta derivare dalla tradizione delle scatole cinesi. La prima bambola di legno composta da otto pezzi venne costruita dal mastro Vasiliy Zvezdochkin e colorata dall'illustratore di libri per l'infanzia Maliutin, profondo conoscitore dell'arte popolare dei villaggi russi, il quale rappresentò la bambola con il vestito tradizionale locale, chiamandola Matrena (dal latino mater, madre). Si può considerare, quindi, che Matrioska sia un diminutivo di Matrena e che rappresenti simbolicamente la figura materna e la generosità ad essa correlata, in cui si identifica spesso - anche nella cultura occidentale - nella fertilità della terra. Le otto piccole bambole che componevano la prima matrioska rappresentavano, in ordine di grandezza, una madre, una ragazza, un ragazzo, una bambina , fino all'ultima figura, quella di un neonato in fasce. Al momento sia in Russia che in Bielorussia, esistono migliaia di tipi di matrioske diverse ed ognuno può scegliere la variante preferita. Spesso viaggiando si possono trovare matrioske personalizzate in ogni modo, in alcuni posti si può addirittura richiedere di raffigurare sulle diverse bambole di legno sé stessi e la propria famiglia!




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